
SKF (www.skf.it) ha presentato una nuova versione delle sue unità di terza generazione per mozzi HBU3, che offre una gamma di precarico ridotta. In questo modo è possibile ottenere una riduzione dell’attrito fino al 10%, che contribuisce a ridurre le emissioni di CO2 e rendere le nuove unità ideali per l’impiego su auto e veicoli commerciali.
SKF ha ridotto la gamma di precarico modificando il design dei componenti interni e migliorando ulteriormente i processi di produzione e assemblaggio. La gamma di precarico ridotta ha consentito a SKF di ottenere una riduzione dell’attrito fino al 10%, che potenzialmente permette di ridurre le emissioni di CO2 e aumentare l’efficienza del veicolo. Il nuovo robusto design e il processo di produzione hanno anche consentito di aumentare ulteriormente l’affidabilità e la qualità delle unità per mozzi esistenti.
“Le unità di terza generazione per mozzi SKF si sono rivelate eccellenti per livello di qualità e affidabilità. La nuova versione ottimizzata stabilisce un nuovo standard, offrendo maggiori vantaggi rispetto alle altre opzioni disponibili sul mercato”, spiega Massimiliano Leone, Customer Project Manager Automotive Market di SKF. “Le unità di terza generazione per mozzi sono state sviluppate in collaborazione con OEM leader del settore automobilistico. Il risultato è un'unità semplice da montare e sostituire, che offre livelli di affidabilità superiori e, grazie agli ultimi miglioramenti apportati, consente sia agli OEM sia ai loro clienti di migliorare ulteriormente le prestazioni dei veicoli”.
Le nuove tipologie di unità per mozzi sono state introdotte dopo il recente lancio da parte di SKF di un grasso a basso attrito e di tenute a elevate prestazioni, entrambi già integrati nelle unità per mozzi di terza generazione.




































































