
Il modulo TBEN-LL-4RMC di Turck progettato per portare automazione intelligente direttamente sulle linee di trasporto logistiche e intralogistiche.
TBEN-LL-4RMC di Turck è un modulo compatto, versatile e integrabile, capace di trasformare una semplice rulliera in un sistema intelligente, adattabile, connesso.
di Riccardo Oldani
Un modulo compatto, versatile e facilmente integrabile, capace di trasformare una semplice rulliera in un sistema intelligente, adattabile, connesso. È il TBEN-LL-4RMC di Turck, una soluzione che incarna la filosofia dell’intelligenza distribuita e che risponde alle esigenze reali di chi progetta e costruisce impianti di trasporto intralogistico. Ci parla di questo oggetto, e di tutta la filosofia da cui nasce, Luca Martini, responsabile della Business Unit Systems di Turck Banner Italia.
Nel mondo dell’automazione ci sono realtà che amano presentare le proprie soluzioni con effetti speciali. E c’è chi preferisce l’understatement, il restare sottotraccia, virtù forse un po’ troppo sottovalutata negli ultimi tempi. Eppure, alle nostre imprese servono fatti concreti, applicazioni semplici e facili da mettere in opera, non rulli di tamburo. Interprete di primo piano di questo approccio concreto, e premiato dal nostro mercato, è Turck Banner Italia, joint-venture dei gruppi Turck, tedesco, e Banner, statunitense, che insieme compongono un catalogo capace di rispondere a ogni esigenza di automazione.
Le due realtà fanno a gara nello sfornare nuove soluzioni o continuamente aggiornare quelle che hanno in catalogo. Un esempio di questo dinamismo è il modulo TBEN-LL-4RMC prodotto da Turck.
TBEN-LL-4RMC consente, in modo semplice e a costi contenuti, di gestire sistemi complessi di movimentazione con un’intelligenza decentrata.
INTELLIGENZA DOVE SERVE
“Un oggetto davvero interessante”, dice Luca Martini, responsabile della Business Unit Systems di Turck Banner Italia. A guardarlo non suscita particolari fantasie. È una piastra rettangolare con 12 porte e una piccola finestra in policarbonato. “Ma basta applicarlo a una rulliera”, spiega Martini, “per dotarla di capacità ‘intelligenti’: controllo direzionale, gestione autonoma del flusso, manutenzione predittiva, comunicazione via bus di campo, connessione cloud-ready. Tutto in un unico dispositivo, con livello di protezione IP67, capace di dialogare con il motore e con i sensori, ma anche di elaborare logiche autonome grazie al controller FLC integrato”.
La novità non sta solo nelle funzioni, ma soprattutto nella filosofia aperta e flessibile che contraddistingue il dispositivo. “Il primo modello”, dice Martini, “era compatibile solo con una tipologia di motorulli di un produttore noto a livello globale. Ma poi ci siamo subito chiesti: perché limitarci? Esistono molti produttori di questo tipo di soluzioni per l’industria e per la logistica, ed era evidente il bisogno di una soluzione che parlasse con tutti”. È così che è nata l’ultima evoluzione del modulo, ora in grado di controllare motorulli di diversi produttori. Due le versioni, con alimentazione a 24 V o a 48 V, quando vengono richieste potenze maggiori.
Il dispositivo non si limita però a dare semplici informazioni di movimento al motorullo. Grazie al Field Logic Controller (FLC) integrato, evidenzia Martini, “è possibile scrivere una sorta di programma che indica logiche comportamentali locali. In pratica, ogni modulo può prendere decisioni in autonomia sulla base degli input ricevuti: la presenza di un collo, la sua posizione sulla rulliera, la necessità di fermare o far avanzare un elemento per evitare accumuli o intasamenti”. Ogni modulo può comandare quattro motorulli contemporaneamente e se ne possono utilizzare un numero indefinito uno accanto all’altro per rendere intelligenti sistemi di trasporto di qualsiasi dimensione
Il modulo può controllare fino a 4 motorulli simultaneamente sulla linea, non soltanto imprimendo loro un movimento avanti o indietro, ma elaborando anche logiche locali, in diretta comunicazione Ethernet con il sistema centrale.
SEMPLICITÀ D’USO
Oltre alle quattro porte per i motorulli, sono disponibili otto segnali digitali I/O per ricevere informazioni da sensori o inviarle a dispositivi di segnalazione, come stacklight e display. “L’installazione”, sottolinea Martini, “è semplice e diretta. Il modulo si presenta quasi come un oggetto plug & play. Nessuna complicazione inutile. È un principio a cui teniamo molto”. E qui emerge il tratto distintivo dell’approccio Turck Banner: un’automazione che nasce dal campo, non dai laboratori. “I nostri reparti R&D non si svegliano la mattina per inventare soluzioni futuristiche. Le nostre tecnologie nascono da richieste concrete che arrivano dai clienti. Chi progetta impianti ha bisogno di strumenti facili da integrare, rapidi da programmare, interoperabili con sistemi esistenti. Noi abbiamo la capacità di interpretare le loro richieste e di trasformarle in un’operatività semplice. La lezione ce la diede Steve Jobs quando ideò l’iPhone: oggi viviamo in un periodo in cui un dispositivo deve funzionare semplicemente schiacciando un tasto, senza neanche bisogno di leggere il libretto d’istruzioni. E deve farlo in qualunque parte del mondo, che sia qui a casa nostra o dall’altra parte del pianeta”.
Applicati ai prodotti Turck questi principi si riflettono in importanti vantaggi per system integrator e costruttori di macchine. Il TBEN-LL-4RMC si inserisce infatti in modo fluido in architetture PLC e SCADA, grazie alla compatibilità nativa con Profinet, Ethernet/IP e Modbus TCP. “Un costruttore può usare lo stesso oggetto per clienti diversi: oggi una macchina con PLC Siemens, domani una con Rockwell, senza cambiare nulla. Questo fa risparmiare tempo e risorse”. E proprio il tempo, osserva Martini, è la vera risorsa scarsa e costosa che l’automazione consente di recuperare e far fruttare al meglio. “Non conta solo il costo dell’hardware. Conta il tempo necessario per l’integrazione, la complessità di programmazione, la flessibilità della soluzione. Il nostro modulo permette risparmi di tempo significativi in fase di progetto e collaudo”.
Per la trasmissione dati il modulo può utilizzare i protocolli Profinet, Ethenert/TI o Modbus TCP, e funzionare quindi con motorulli di molti produttori diversi.
UN ALLEATO DELLA MODULARITÀ
Alla base del successo del TBEN-LL-4RMC c’è anche il concetto di intelligenza decentralizzata, cavallo di battaglia di Turck. Ogni modulo diventa un nodo autonomo, un’unità funzionale in un sistema distribuito. “Questo consente di costruire impianti modulari”, spiega Martini, “in cui ogni blocco è indipendente e riconfigurabile. Non esistono più linee rigide lunghe 100 m, ma un insieme di moduli flessibili che si possono assemblare in modo diverso a seconda delle esigenze”. Un concetto che nasce, quasi in maniera controintuitiva, proprio dai produttori italiani di macchinari industriali, noti nel mondo per le loro soluzioni customizzate, su misura. “Proprio la modularità ha consentito alle nostre aziende”, sottolinea Martini, “di modificare il modo di proporsi sul mercato e di rispondere meglio alle richieste dei clienti con sezioni indipendenti, ciascuna in grado di eseguire una parte del processo. Blocchi che possono essere combinati a piacere per eseguire anche solo parti del processo e integrarsi con altre già esistenti. Le nostre aziende non fanno grandi numeri o volumi standardizzati come negli Stati Uniti, in Cina o in Germania. Hanno dovuto trovare soluzioni per essere competitive con la qualità e poi per affrontare quello che ci hanno portato la crisi post-Covid e gli shortage legati alle difficili situazioni internazionali. Elementi standardizzati e interoperabili aiutano a ridurre i tempi di consegna e i costi di produzione”.
In quest’ottica, un dispositivo come il TBEN-LL-4RMC si inserisce alla perfezione e risponde alle esigenze dei produttori di macchine italiani. “Lo vediamo nelle richieste dei clienti”, dice Martini. “Il nostro mercato non ha mai registrato picchi esagerati, ma nemmeno crolli. È stabile perché punta sul valore, non solo sul prezzo. Il made in Italy ha ancora una reputazione solida nel mondo. Soluzioni come quelle che Turck Banner Italia mette loro a disposizione consentono di ragionare sempre di più in termini di flessibilità e di modularità”.
Sistema di trasporto dall’architettura complessa. Le soluzioni apparentemente semplici e intuitive di Turck abilitano un’automazione user friendly.
PER CHI VUOLE ESSERE INTERNAZIONALE
E con i produttori di rulli com’è il rapporto? Ormai vediamo sempre di più aziende di questo settore che insieme al prodotto propongono anche i loro controlli, entrando quindi ipoteticamente in competizione con la soluzione offerta da Turck. Eppure, non rinunciano a collaborare con il gruppo tedesco, come è avvenuto con lo sviluppo di questo dispositivo. “Collaborare con noi significa aprirsi a una totale libertà progettuale”, spiega al riguardo Luca Martini. “I produttori di motorulli scelgono un protocollo di comunicazione, ma la nostra soluzione utilizza tutti i bus di campo principali nell’automazione industriale: quindi, consente l’utilizzo dei loro prodotti anche laddove le loro soluzioni non forniscono una risposta. Il successo del nostro approccio è stato ben compreso dai player di settore. Per esempio, in Europa si utilizza di più ProfiNet, negli Stati Uniti Ethernet IP. Adottando il nostro modulo si ha una soluzione universale, che semplifica la progettazione e riduce le varianti. Un vantaggio in più per produttori di macchine che vendono in tutto il mondo”.
Del resto, oggi collaborare è fondamentale per chi sviluppa e produce soluzioni per l’automazione. “Chi costruisce sistemi di trasporto per la logistica o l’intralogistica”, aggiunge il manager di Turck Banner Italia, “oggi sa benissimo che non può chiudersi in soluzioni proprietarie. Dopo il Covid, l’approccio ‘multi-fornitore’ è diventato fondamentale. Anche i grandi brand devono aprirsi per garantire flessibilità e continuità di fornitura”.
Insomma, siamo partiti da un oggetto piccolo, apparentemente semplice, e abbiamo scoperto tutte le sue ricadute in termini di intelligenza distribuita e flessibilità delle applicazioni. Il TBEN-LL-4RMC è soltanto un tassello di un’offerta ampia e profonda. “Non è la punta di diamante, ma una delle tante”, conclude Martini. “È un modulo che incarna perfettamente la sinergia tra le anime di Turck e Banner: sensoristica e controllo, hardware e software, campo e supervisione. Ed è anche la dimostrazione di come un’idea semplice, se ben realizzata, può cambiare il modo di fare automazione”.
FOCUS: INTELLIGENZA COMPATTA PER IMPIANTI FLESSIBILI
Il modulo TBEN-LL-4RMC di Turck è progettato per portare automazione intelligente direttamente sulle linee di trasporto. Pensato per il controllo di motorulli in impianti logistici e di movimentazione, consente di trasformare semplici rulliere in unità modulari autonome, reattive e connesse.
Grazie al Field Logic Controller (FLC) integrato, il dispositivo può elaborare logiche locali, decidere in autonomia le azioni da eseguire e dialogare con il sistema centrale via Ethernet, senza dipendere da un PLC per ogni funzione.
Robusto, compatto e versatile, è ideale per system integrator e OEM che cercano soluzioni compatibili con diversi fornitori di motorulli e facilmente integrabili in architetture Profinet, Ethernet/IP o Modbus TCP.
Il TBEN-LL-4RMC è un esempio concreto di intelligenza distribuita, perfetto per chi vuole costruire impianti flessibili, scalabili e pronti per l’Industria 4.0.
In sintesi, le caratteristiche principali:
- controllo fino a 4 motorulli (uscite PWM);
- 8 canali digitali I/O per sensori e attuatori;
- FLC integrato: logica programmabile localmente;
- protocolli supportati: Profinet, Ethernet/IP, Modbus TCP;
- versioni a 24 V e 48 V per diverse esigenze di potenza;
- custodia IP67: installazione diretta sul campo, senza armadi;
- connettori M12 preinstallati per cablaggio rapido;
- architettura aperta e compatibilità multi-brand;
- ideale per rulliere intelligenti e trasporto modulare. ©ÈUREKA!

Lo schema illustra la flessibilità e versatilità del modulo TBEN-LL-4RMC di Turck.







































































