
Installazione di componentistica COOL-FIT di Georg Fischer in un data center. La corretta gestione dei liquidi di raffreddamento contribuisce alla riduzione dei costi e a migliorare la continuità operativa.
Il liquid cooling all’interno dei data center è ormai una necessità. Georg Fischer si propone come partner in questa evoluzione tecnologica.
di Andrea Pagani
Il settore dei data center sta vivendo una trasformazione radicale, guidata dalla crescente domanda di capacità computazionale alimentata dall’intelligenza artificiale. Con l’espansione dei grandi hyperscaler (Google, Amazon, Microsoft e altri ancora), la potenza richiesta è passata da valori inferiori a 100 kW per ciascun rack a oltre 400 kW e, in previsione futura, si parla già di 1 MW.
Più potenza significa più energia richiesta e, inevitabilmente, più calore generato nelle sale dati. Questo trend ha evidenziato i limiti dei tradizionali sistemi di raffreddamento ad aria, aprendo la strada a soluzioni più avanzate ed efficienti come quelle a liquido. Ambito questo in cui Georg Fischer opera fin dalla fondazione, nel 1802, con soluzioni per l’industria, il terziario e la microelettronica. I data center si posizionano idealmente a cavallo tra questi settori, con importanti complessità aggiuntive come la ricerca di affidabilità assoluta e flessibilità.

Xavier Leon, Sales Manager Data Center Southern Europe di Georg Fischer.
IL MERCATO DEL RETROFIT
Circa l’80% degli investimenti attuali nel settore riguarda le nuove costruzioni, ma le soluzioni proposte da Georg Fischer sono indicate anche per l’aggiornamento delle strutture esistenti. “I data center che hanno 10-15 anni non sono in grado di gestire i nuovi rack con elevata densità di potenza richiesti dall’IA”, spiega Xavier Leon, Sales Manager Data Center Southern Europe di Georg Fischer. “Per questo è necessario investire per un revamping delle infrastrutture che tenga conto anche del rinnovamento degli impianti di raffreddamento”. È un tema critico, perché limita la libertà di azione dei nuovi progetti e pone variabili che richiedono la massima flessibilità operativa.
In risposta a queste esigenze, Georg Fischer propone i sistemi COOL-FIT 2.0, tubazioni in polietilene ad alta densità con design 3-in-1 (tubo, isolamento e rivestimento integrati) che riduce le perdite di carico e minimizza la conduttività termica, con un incremento dell’efficienza energetica del 35% rispetto alle soluzioni metalliche a isolamento tradizionale. Le giunzioni a elettrofusione eliminano la necessità di saldature in loco, un vantaggio non trascurabile in ambienti critici dove ogni intervento presenta rischi. COOL-FIT 4.0 spinge ulteriormente verso applicazioni industriali ad alta intensità, garantendo assenza di corrosione e manutenzione minima. Come dimostrano le numerose casistiche già operative in attività heavy duty come i data center, si tratta di un vantaggio concreto e apprezzato.
Un altro elemento di criticità riguarda i fluidi usati in queste particolari applicazioni. All’interno dei circuiti per il raffreddamento viene utilizzato in genere il PG 25, un refrigerante a base di glicole propilenico diluito al 25% ideale per le sue proprietà anticorrosive e per il controllo del punto di congelamento. L’assenza di standard consolidati non permette di concentrarsi su un singolo fluido, ma l’industria sta lavorando per colmare questo gap attraverso la diffusione di requisiti precisi relativi alla purezza dei liquidi, all’assenza di contaminanti e alla prevenzione della proliferazione batterica.
Georg Fischer è in prima linea nello sviluppo di soluzioni in grado non solo di gestire questi fluidi, ma di farlo al meglio sul fronte operativo e dell’efficienza.

Dettaglio dell’impianto, realizzato con soluzioni Georg Fischer per il raffreddamento del nuovo data center di NETMOUNTAINS a Velbert, in Germania. La messa in servizio ha richiesto appena sei settimane.
POTENZIALE DA SFRUTTARE
Un altro argomento sul quale Georg Fischer insiste è quello ambientale: i data center sono visti dall’opinione pubblica come strutture energivore e come grandi consumatori di acqua, ma in realtà è stato fatto molto negli ultimi anni su entrambi i fronti.
Attraverso le soluzioni messe a disposizione da GF, l’uso d’acqua viene limitato sfruttando il flusso a circuito chiuso: in altre parole, una volta caricato l’impianto si utilizza sempre lo stesso fluido per raffreddare i rack. Lo step successivo, che rende ancora più sostenibili i moderni data center, è l’impiego di tecnologie in grado di prelevare il calore in eccesso e di renderlo disponibile per altri impieghi, come il teleriscaldamento o altri processi industriali.
UN PROGETTO IN SEI SETTIMANE
La concretezza dell’approccio di Georg Fischer si misura nei progetti realizzati. Per il nuovo data center di NETMOUNTAINS a Velbert, in Germania, costruito in partnership con Rittal, in qualità di integratore, GF ha fornito l’intera infrastruttura idraulica in polimeri ingegnerizzati, coprendo il Facility Water System, il Technology Cooling System e i sistemi idronici critici, incluso il raffreddamento direct-to-chip con la soluzione LiquidCore. Il tutto in sole sei settimane, grazie a un sistema plug-and-play scalabile fino a densità di 66 kW per rack e predisposto per espansioni multi-megawatt.
Il risultato è una roadmap replicabile che include prefabbricazione, test completi in stabilimento e installazione rapida in campo. “Un data center da 15 MW con un time to market dimezzato non è semplicemente un numero in un grafico, ma una reale fonte di guadagno. Prima entra in operatività l’impianto, prima questo genera ricavi per tenant e co-locator”, conclude Leon. ©ÈUREKA!

I componenti della famiglia COOL-FIT 4.0, tubazioni in polietilene ad alta densità con design 3-in-1.



































































