
AIdAM, l’Associazione italiana che esprime un settore tra i più vitali e promettenti dell’economia, quello dell’automazione e della meccatronica, festeggia vent’anni di vita. In essa convergono oggi decine di aziende che rappresentano il lato visionario dell’imprenditorialità made in Italy: non solo costruttori di macchine, ma anche sistemisti che traducono la tecnologia della visione in applicazioni per l’automazione, costruttori di componenti e specialisti in robotica, uniti in una rete unica in Europa.
Forte di quella fantasia progettuale che è tratto distintivo nazionale, l’Italia si colloca insieme alla Germania ai vertici del settore per valore assoluto dei prodotti, seconda solo al Giappone. Un risultato che è merito anche di AIdAM, fortemente voluta da un piccolo nucleo di aziende e cresciuta nel tempo fino a contarne oltre 70: l’Associazione ha infatti rappresentato l’opportunità per le imprese di aggregarsi in un sistema coeso, dando forza al singolo attraverso la forza del gruppo.
AIdAM ha saputo fare quello che le imprese di automazione e meccatronica fanno ogni giorno: ha guardato lontano, immaginando il futuro e tracciando la strada per raggiungerlo, ponendosi come obiettivo la creazione delle migliori condizioni per lo sviluppo degli associati. L’ha fatto e continua a farlo con mente aperta, capace di individuare i nodi e di scioglierli attraverso interventi efficaci, che spaziano con agilità dall’education alle azioni in ambito di internazionalizzazione.
“Ci troviamo in un contesto economico caratterizzato da una continua e rapida evoluzione”, afferma Michele Viscardi, Presidente dell’Associazione, “che chiede ai nostri imprenditori di portare avanti le aziende non più solo grazie a idee forti e alla capacità di osare e di rischiare, come avveniva un tempo, ma sempre più seguendo le regole d’impresa. Il nostro talento sta nel bilanciare le esigenze di mercato e la creatività: le persone che lavorano in questo settore sono abili nel governare i processi e gestire il caos, canalizzandolo senza imbrigliarlo all’interno di schemi precostituiti e, per questo, improduttivi”.
Interpellate dai clienti per fronteggiare sfide sempre nuove, le aziende attive nell’ambito dell’automazione e della meccatronica si configurano come centri di ricerca e sviluppo costante. Dai loro laboratori non escono infatti prodotti pronti per essere industrializzati, ma pezzi unici, prototipi ogni volta diversi, creati ad hoc per rispondere a esigenze di produzione specifiche. Per questo devono operare sempre avendo come orizzonte il lungo termine: il risultato del loro lavoro dovrà essere all’avanguardia non solo in fase progettuale, ma al termine del processo di realizzazione della macchina, che può richiedere anche diversi mesi.
“Quello che facciamo oggi è preistoria, quello che faremo domani è già vecchio, quello che faremo dopodomani forse va bene. I clienti ci scelgono perché sappiamo guardare al futuro”, chiarisce Michele Viscardi, condensando in una frase l’essenza del suo lavoro. “Andiamo verso un’integrazione dei servizi. Alle aziende di meccatronica verranno richieste sempre più anche consulenze sull’automazione e la logistica, perché è nell’assemblaggio che si concentra il know-how, ed è a partire da questa fase che è possibile ottimizzare le performance degli interi processi produttivi”.
In questa prospettiva, AIdAM si pone anche come un punto di riferimento strategico e fluidificatore di relazioni tra aziende, istituzioni e associazioni di categoria, operando in ottica di rete. “Il nostro compito non è quello di offrire convenzioni o facilitazioni economiche”, spiega Massimo Vacchini, storico Direttore dell’Associazione, “ma di mettere a disposizione degli associati l’accesso alle best e worst practices sviluppate, oltre che servizi qualificati e funzionali allo sviluppo d’impresa: il management condiviso, ad esempio, per tutte quelle aziende che ne comprendono l’utilità, ma che non hanno le capacità finanziarie per sostenerlo”.
In questa prospettiva va inserito il convegno promosso da AIdAM lo scorso 4 ottobre presso la Palazzina Appiani a Milano un momento di incontro tra imprenditori, associati e stakeholder. L’appuntamento, dal titolo “Nuovi modelli di business per l’impresa che evolve. Acquisto o pay per use?”, ha affrontato un tema di assoluta avanguardia per l’impresa: la formula del noleggio rappresenta infatti una soluzione che ben si colloca nei nuovi scenari che si stanno delineando e che impone una riflessione sulle potenzialità offerte da questo approccio e un confronto sul percorso necessario per arrivare a metterlo in atto.
AIdAM ha dunque tagliato il traguardo dei vent’anni, preparandosi a progettare il futuro per le seconde generazioni, che si troveranno a fare impresa in un mercato globale caratterizzato da un’elevata concorrenza: lo fa puntando tutto su due grandi pilastri: sostenendo un vero e proprio “umanesimo dell’industria”, in cui le imprese condividono know-how e risorse economiche per alimentare, già a partire dai primi gradi dell’istruzione, le menti di domani, e promuovendo la realizzazione di un sistema cooperante strutturato come un’unica grande azienda, in cui i singoli attori non perdono la loro identità perché forti nella loro specializzazione. Tantissimi auguri!








































































