
È stato presentato nel corso di un webinar a Ecomondo il progetto S.U.D., Smart Utility District, pensato per riconvertire l’area ex Fiat di Termini Imerese, in provincia di Palermo, in un sito di Circular Economy, green e ad alta innovazione tecnologica, con investimenti per 200 milioni di euro. La principale fiera italiana dell’ambiente è la cornice ideale per portare alla ribalta nazionale il progetto di Smart City Group, Consorzio di imprese provenienti da tutta Italia, promotore dell’iniziativa.
Il Progetto S.U.D., localizzato nei 42 ettari dell’ex sito Fiat di Termini Imerese e in attesa di approvazione finale dal Ministero dello Sviluppo Economico, porterà nella zona le energie di oltre venti imprese green attive in settori diversi, dalle energie rinnovabili al riciclo dei materiali, dalla mobilità sostenibile all’uso dell’intelligenza artificiale a servizio del cittadino. L’hub industriale punta a valorizzare al meglio opportunità come la Zona Economica Speciale, le agevolazioni e le richieste del territorio come mercato di prossimità, per far ripartire non solo la Sicilia ma l’intero Paese.
L’incontro, dal titolo “Il progetto S.U.D., un caso concreto di green deal”, è stato aperto dal saluto dell’Amministratore Delegato di Italian Exhibition Group, Corrado Peraboni, e coordinato da Stefano Rolando, Vicepresidente di Smart City Group. Tra i temi forti della giornata, l’appello al senso di responsabilità di tutti i soggetti coinvolti, giunto dal Presidente di Smart City Group, Giancarlo Longhi.
“È necessario che tutti gli attori coinvolti, tanto noi quanto quelli istituzionali, si assumano le proprie responsabilità. Siamo di fronte a un progetto importante e innovativo, che potrebbe dare un lungo futuro di serenità economica e certezze lavorative all’area di Termini Imerese. Bisogna evitare che tappe decisionali troppo dilatate paralizzino l’iniziativa: in particolare, occorre definire tempi certi sia per le autorizzazioni che per i necessari sostegni economico-finanziari”, ha detto Longhi.
“È giunto il momento, a sei mesi dalla pubblicazione del bando, di entrare nel vivo della questione e di prendere posizione in merito a una situazione che, senza una decisione in tempi ragionevoli, potrebbe ritrovarsi in un vicolo cieco, con tutte le conseguenze che ciò avrebbe non solo per gli imprenditori, ma anche per il territorio e soprattutto per i lavoratori coinvolti”, aggiunge Longhi.
“Se guardiamo indietro vediamo, in questo progetto, la via di uscita da una situazione che appariva senza soluzioni. È una buona notizia. Se guardiamo al futuro, possiamo ragionevolmente immaginarci molti aspetti di valore aggiunto per quel territorio e in generale per il rapporto tra innovazione e rigenerazione economica. E questa è un’ottima notizia”, afferma Stefano Rolando, che di Smart City Group è Vicepresidente.
“Ma se guardiamo a oggi, proprio a questi giorni, la notizia attorno a cui tutto questo seminar ruota è un vero spunto di controtendenza, cioè l’iceberg di una volontà di imprenditori, di istituzioni e di una rete accademica di reagire al carattere paralizzante della crisi e di scommettere sul futuro possibile. Per le giornate che stiamo attraversando questa non è più una notizia, è una bandiera. Che siamo orgogliosi di sventolare”, conclude Rolando.








































































