
Alessandro Perego, Direttore scientifico degli Osservatori Digital Innovation.
L'Italia mostra miglioramenti nell'attuazione dell’Agenda Digitale, ma nei Digital Maturity Indexes è ancora terzultima in Europa per fattori abilitanti e quartultima per risultati raggiunti.
Gli italiani hanno strumenti tecnologici per sfruttare le opportunità del digitale: l'88% ha almeno un dispositivo tecnologico tra smartphone, PC o tablet, l’85% un accesso a internet. Ma le competenze digitali sono inferiori alla media europea.
Solo il 26% dei cittadini usa esclusivamente canali digitali per fruire di servizi pubblici. Il 60% vorrebbe sistemi che gestiscano automaticamente le loro esigenze.
Dal 2013 al 2015 la PA italiana ha speso mediamente 5,6 miliardi di euro l’anno in tecnologie digitali, a fine 2018 la spesa potrebbe diminuire di 500 milioni, liberando risorse per investimenti.
Nel 2017 l’Italia ha “cambiato passo” nell’attuazione della sua Agenda Digitale. Ha redatto un Piano Triennale che indirizza in modo chiaro la trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione, specificando come riqualificare i 5,6 miliardi di euro spesi in tecnologie digitali dal settore pubblico; continua a pieno ritmo il Piano Banda Ultra Larga, grazie a cui la copertura a 30 Mbps è quasi raddoppiata rispetto al 2015; prendono forma i progetti di infrastrutture chiave, con 1,7 milioni di identità SPID, 4 milioni di transazioni PagoPA e oltre 800 comuni che hanno testato l’Anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR); si cominciano a usare gli oltre 11 miliardi di euro di risorse europee messe a disposizione da qui al 2020 e il Piano Industria 4.0 sostiene la digitalizzazione delle imprese; sono state semplificate molte normative e creati spazi virtuali (come forum.italia.it) per discutere problemi e favorire la partecipazione locale. Tutte queste azioni dovrebbero migliorare il nostro posizionamento sui Digital Maturity Indexes, il sistema di 118 indicatori sviluppato dall'Osservatorio Agenda Digitale per misurare con maggior precisione del DESI il livello di digitalizzazione dei Paesi europei. Ma negli ultimi dati disponibili, relativi al 2016, l’Italia è solo 25esima su 28 Paesi europei per sforzi fatti nell’attuazione della propria Agenda Digitale e appena 24esima per risultati raggiunti.
“Questi risultati non stupiscono – afferma Alessandro Perego, Direttore scientifico degli Osservatori Digital Innovation -. Anni di miopia e mancati investimenti avevano creato una situazione critica che, nonostante l’impegno degli ultimi tre anni, non si poteva ribaltare in poco tempo. Siamo indietro nel livello di digitalizzazione, ma stiamo riducendo i gap con i Paesi a noi simili per caratteristiche dimensionali e socio-economiche: Francia, Germania, Polonia, Regno Unito e Spagna. Ora è di vitale importanza garantire continuità a tutte le iniziative portate avanti, sia a livello centrale che a livello locale, e coinvolgere pienamente i dipendenti pubblici nella trasformazione digitale della PA. Non dobbiamo rallentare la corsa per riuscire a cogliere pienamente le opportunità offerte dall’innovazione digitale, ma questa corsa si vince veramente solo se tutti arrivano in fondo”
Sono alcuni dei risultati della ricerca dell'Osservatorio Agenda Digitale della School of Managament del Politecnico di Milano (www.osservatori.net), presentati a Roma al convegno “In corsa per l'Italia Digitale”. La ricerca — basata su un’ampia analisi empirica che ha coinvolto oltre 250 attori tra referenti del mondo delle istituzioni, della Politica, della PA e delle imprese — è stata condotta in collaborazione con l’AgID e in contatto continuo con il Team per la Trasformazione Digitale.
Il report integrale è scaricabile al link http://bit.ly/2BHxET8.




































































