
Aula informatica dell’ITS Angelo Rizzoli Academy: postazioni laptop e monitor per la didattica laboratoriale del corso AI & Full Stack Developer Specialist.
In Italia mancano 236.000 professionisti ICT, secondo l’Osservatorio sulle Competenze Digitali 2025 elaborato da AICA, Anitec-Assinform, Assintel e Talents Venture.
Non è solo una questione di numeri: entro il 2027, secondo il World Economic Forum, circa il 40% delle competenze oggi centrali sarà profondamente trasformato. È in questo contesto che l’ITS Angelo Rizzoli Academy ha scelto di aprire a Pavia il corso AI & Full Stack Developer Specialist, un percorso biennale post-diploma progettato insieme alle imprese del territorio.
Il programma prevede oltre 2.000 ore di formazione totali, di cui 840 dedicate allo stage in azienda. Le ore in aula coprono backend, frontend, machine learning, LLM e deployment su cloud, con un’attenzione specifica all’integrazione tra sviluppo software e intelligenza artificiale applicata. Il coinvolgimento delle aziende non si limita allo stage: i partner industriali partecipano alla progettazione dei contenuti e alla didattica, con l’obiettivo di formare profili immediatamente operativi.
“Nel nostro settore le tecnologie cambiano nel giro di pochi mesi”, ha dichiarato Mauro De Martini, Responsabile della progettazione formativa dell’ITS Rizzoli. “Una formazione slegata dalle reali esigenze delle imprese rischierebbe di diventare rapidamente obsoleta. Il grande vantaggio degli ITS è un time to market breve, che permette di formare professionisti con competenze verticali immediatamente spendibili”.
Perché gli ITS rispondono al mismatch tra formazione e mercato del lavoro ICT
Il modello ITS risolve un problema strutturale: la distanza tra i tempi della formazione tradizionale e la velocità con cui il mercato ridefinisce le competenze richieste. La didattica si basa su project work legati a commesse aziendali reali, che confrontano gli studenti con scadenze, priorità e strumenti operativi: dal timesheet alla consegna di soluzioni in finestre temporali ridotte.
Questo approccio accelera anche la transizione tra scuola e azienda, un passaggio che spesso risulta più critico dell’apprendimento tecnico stesso. L’Academy è attiva dal 2010 e conta oggi 13 percorsi in ambito grafica, comunicazione e ICT; a ogni studente viene consegnato un laptop di ultima generazione, e la didattica è sostenuta da un network di aziende, università e enti di ricerca.
Il territorio pavese come laboratorio per la transizione digitale
La scelta di Pavia risponde a una domanda concreta. Il territorio si distingue per un tessuto industriale eterogeneo – dalla manifattura al farmaceutico, dalle software house all’agricoltura – in cui la richiesta di profili con competenze AI sta crescendo in modo trasversale.
Tra i partner del corso figurano SEA Vision di Pavia, leader mondiale nella computer vision per l’industria farmaceutica, Ariadne di Trivolzio per la digitalizzazione dei processi e De Lama di San Martino Siccomario per l’automazione industriale e il packaging. Questa varietà di contesti consente agli studenti di confrontarsi con le logiche operative di realtà produttive diverse, consolidando competenze che non restano confinate a un unico settore.






































































