
C’è stato un tempo in cui, ai suoi ingegneri in visita agli stabilimenti Ford, il fondatore della Fiat Giovanni Agnelli raccomandava di copiare il più possibile senza mettere niente di proprio. Quasi un secolo dopo, la tecnologia da copiare è diventata quella italiana e il modello a cui ispirarsi gli stabilimenti come l’Alfa Romeo di Cassino, dove vengono costruite la berlina Giulia e il SUV Stelvio e l’impianto Lamborghini di Sant’Agata Bolognese, dove si produce il nuovo SUV Urus.
Queste fabbriche di ultima generazione hanno un comune denominatore: adottano tutte soluzioni CPM (www.cpm-spa.com), l’azienda italiana divenuta il punto di riferimento mondiale nella progettazione e realizzazione di tecnologie per la produzione di autoveicoli.
Il modello CPM non vince infatti solo in Italia, ma viene ormai adottato dalle maggiori Case automobilistiche. Basta entrare in uno stabilimento Maserati, Ferrari, Jaguar, Bentley, ma anche Ford, Opel e Peugeot per trovare una delle innovazioni Made in Torino.
La competenza dell’azienda non si limita alla fornitura di strutture per la movimentazione e il montaggio degli autoveicoli, ma offre una consulenza completa che segue ogni fase di realizzazione dell’impianto e quelle successive di manutenzione e controllo.
Sono entrambi firmati CPM, ad esempio, gli impianti di carrozzatura automatica e diverse altre componenti della linea di montaggio degli stabilimenti Fiat di Melfi e Pernambuco, in Brasile, nei quali, a partire dal 2014 e per la prima volta al di fuori dagli USA, viene assemblata Jeep Renegade.
Diventano così un po’ italiani anche gli esempi migliori di World Class Manufacturing, il sistema di qualità globale sviluppato negli Stati Uniti, ispirato al metodo Toyota, e teso a migliorare l’efficienza produttiva e il benessere dei lavoratori.
L’ultima frontiera è quella dell’auto elettrica. Anche in questo settore le linee di produzione CPM si stanno imponendo come nuovo standard globale.




































































