
Si è svolta ieri presso la sede milanese di UCIMU-Sistemi per produrre (www.ucimu.it) la consueta conferenza stampa di fine anno che ha visto protagonisti il Presidente dell’associazione, Massimo Carboniero e il Direttore Generale, Alfredo Mariotti. All’ordine del giorno il positivo andamento del mercato interno che ha caratterizzato il 2017 dell’industria italiana della macchina utensile, della robotica e dell’automazione, cui ha fatto riscontro anche una sensibile ripresa dell’export.
Come illustrato dal Presidente Carboniero “Quello che volge al termine è stato un anno decisamente positivo, con incrementi a doppia cifra per tutti gli indicatori economici tranne quello relativo alle esportazioni, passate comunque dal - 4% del 2016 a quasi + 6%”.
“E il 2018 si prospetta altrettanto valido, a conferma dell’ottimo momento che sta attraversando il nostro settore” ha sottolineato illustrando i dati di preconsuntivo 2017 e le previsioni per il 2018 elaborate dal Centro Studi & Cultura d’Impresa di UCIMU. Nel corso di quest’anno la produzione è infatti cresciuta del 10,1%, attestandosi a 6.110 milioni di euro, nuovo record per il comparto. Un risultato determinato dalla performance delle consegne sul mercato interno, che hanno raggiunto 2.670 milioni di euro (+ 16,1%), e dal positivo andamento delle esportazioni, cresciute del 5,8% per complessivi 3.440 milioni di euro. È stata la Cina il nostro principale mercato estero nel 2017, di poco avanti alla Germania (quote rispettivamente dell’11,1% e 11% per valori vicini a 250 milioni di euro), quindi Stati Uniti, Francia e il terzetto Polonia, Spagna e Messico, che ha messo a segno crescite di oltre il 20%.
Il nostro ruolo di Paese tra i leader nel panorama internazionale è rafforzato dalla vivacità della domanda interna, che ha tassi di crescita paragonabili a quelli dei Paesi emergenti. Quest’anno, salita del 13,8% a 4.390 milioni di euro, ha infatti superato il massimo storico datato 2007.
“E il trend positivo proseguirà nel 2018 - ha confermato Massimo Carboniero - quando la produzione sfiorerà 6.500 milioni di euro (+ 6,2%) con l’export a 3.600 milioni (+ 4,7%), il consumo atteso a 4,750 milioni e le consegne dei costruttori italiani sul mercato domestico in aumento dell’8,2% a 2.890 milioni di euro.”
In sede di commento il Presidente di UCIMU, nel ribadire la soddisfazione per i risultati 2017 ha voluto rimarcare come “le vendite di made in Italy oltre confine siano ripartite, con la Cina sia tornata al primo posto tra i paesi di sbocco”. Proprio per questo UCIMU ha organizzato a fine novembre, presso l’Ambasciata d’Italia a Pechino e in collaborazione con l’omologa associazione cinese, il primo Forum Italo Cinese della macchina utensile, nel corso del quale è stata ribadita da entrambe le parti la forte complementarietà dell’offerta e le potenzialità di cooperazione tra le, rispettive industrie impegnate in un processo di sviluppo, di innovazione, sostenuto dai rispettivi piani governativi, da noi soprattutto Industria 4.0.
“A questo proposito - ha precisato Carboniero - è interessante il dato che indica come il 65% degli investimenti riguardi l’iperammortamento e il 35% il superammortamento. un fattore decisamente positivo che le piccole-medie imprese si mettano in gioco e rivedano il proprio processo produttivo, soprattutto se proseguiranno in questa attività negli anni. Allo stesso modo giudichiamo positiva e lungimirante la decisione del Governo italiano di prolungare l’operatività dei provvedimenti che hanno innescato questo processo di adeguamento delle nostre imprese agli standard di competitività richiesti dal mercato globale”.
La parola è quindi passata al Direttore Generale UCIMU, Alfredo Mariotti, che ha fornito i primi dati relativi alla partecipazione alla prossima edizione di BI-MU, in programma presso il quartiere espositivo di Fiera Milano a Rho dal 9 al 13 ottobre prossimi. “A dieci mesi dall’evento oltre 450 aziende hanno già fatto pervenire la propria adesione - ha affermato Mariotti - opzionando una superficie tre volte più ampia rispetto a dicembre 2015 per la scorsa edizione. Il 10% sono aziende nuove, che non erano presenti all’edizione 2016 e 175 le imprese estere, provenienti da 16 Paesi”.
Tra le particolarità della prossima BI-MU l’apertura sempre più marcata alle tecnologie abilitanti e al digital manufacturing, all’IoT e all’ambito della consulenza.





































































