
ORiS porterà in orbita una tecnologia che consente di trasmettere energia a distanza senza cavi. La missione ARAQYS-D3, prevista a bordo di un vettore SpaceX nel 2027, è un primo passo verso una rete satellitare interconnessa energeticamente.
I satelliti consumano sempre più energia: data center orbitali, payload ad alta potenza e costellazioni in espansione spingono verso una domanda che i pannelli solari convenzionali faticano a soddisfare. ORiS (Orbital Recharge in Space), startup spin-off del Politecnico di Torino fondata nel 2024, punta a risolvere questo problema con il Power Beaming ottico: la trasmissione di energia wireless tra satelliti tramite laser, senza cavi e senza hardware aggiuntivo a bordo del ricevente.
La startup ha annunciato la propria partecipazione alla missione ARAQYS-D3 di Dcubed, prevista per febbraio 2027 a bordo di un vettore SpaceX con piattaforma Astro Digital.
La missione è progettata per validare il concetto di Power-as-a-Service (PaaS) in orbita: fornire energia ai satelliti come servizio, in modo flessibile e on-demand. ORiS è incubata presso I3P-l’Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino - ed è supportata da ESA BIC Turin, dal programma DIANA della NATO e dallo Space Business Catalyst di Thales Alenia Space, tra gli acceleratori più avanzati per l’innovazione deep tech e dual-use in Europa.
ORiS e la missione ARAQYS-D3: come funziona il power beaming laser
In orbita, ORiS dimostrerà tre capacità fondamentali della tecnologia di Power Beaming. La prima è la trasmissione end-to-end: dalla generazione del fascio laser fino alla sua conversione in energia elettrica utilizzabile.
La seconda è il trasferimento stabile di energia in condizioni spaziali reali, stabilendo un nuovo standard tecnico per questa classe di applicazioni. La terza è la compatibilità con i pannelli fotovoltaici progettati per l’uso spaziale, senza richiedere hardware modificato sul satellite ricevente.
“Dimostrare che l’energia può essere trasmessa e convertita in modo stabile ed efficiente in orbita è un passaggio fondamentale per rendere questa tecnologia realmente scalabile”, ha dichiarato Anna Mauro, CTO di ORiS. “Significa passare da satelliti che operano in modo isolato a un ecosistema interconnesso, in cui l’energia può essere distribuita in modo flessibile, proprio come oggi avviene per i dati”.
Trasmissione di energia wireless tra satelliti: perché il laser è la soluzione chiave
La trasmissione di energia tramite laser presenta vantaggi strutturali rispetto ad altre tecnologie wireless: alta direzionalità del fascio, riduzione delle perdite per diffrazione e compatibilità con i fotovoltaici esistenti.
Per un operatore satellitare, ricevere energia laser da un distributore orbitale significa poter aumentare la potenza disponibile senza riconfigurare il satellite, estendere la vita operativa di piattaforme già in orbita e accedere a missioni ad alta intensità energetica altrimenti non realizzabili.
“I satelliti stanno evolvendo in veri e propri centri di calcolo nello spazio, e l’energia sta diventando il fattore chiave per abilitarne le prestazioni”, ha dichiarato Andrea Villa, CEO di ORiS.
Power-as-a-Service in orbita: implicazioni per l’industria spaziale
Il modello Power-as-a-Service che ARAQYS-D3 intende dimostrare risponde a una crescente domanda energetica nei segmenti dell’Osservazione della Terra, del Payload Hosting e delle Comunicazioni. Per gli operatori satellitari, un distributore di energia wireless in orbita si traduce in maggiore flessibilità progettuale, riduzione dei costi per i satelliti di nuova generazione e nuove possibilità per le missioni limitate dalla disponibilità di potenza.
Dcubed, con oltre 130 clienti e competenze validate nelle strutture dispiegabili, è il partner industriale con cui ORiS porta questa tecnologia dal laboratorio allo spazio. “Integrando le avanzate capacità di trasmissione di energia laser con la nostra piattaforma dimostrativa, stiamo ampliando i confini delle tecnologie energetiche spaziali”, ha dichiarato Thomas Sinn, CEO di Dcubed.

Il team ORiS allo stand del Politecnico di Torino: secondo a sinistra Andrea Villa, CEO, e i colleghi presentano la tecnologia di Power Beaming laser e il progetto Loona.






































































