
La University of Technology di Eindhoven ha utilizzato gli strumenti di simulazione di ANSYS per creare il modello matematico di un ciclista seguito da un’auto nel corso di una tappa a cronometro individuale del Tour de France.
È un fatto noto, e piuttosto intuitivo, che un veicolo posto davanti a un ciclista lo protegge dalla pressione dell’aria migliorando significativamente la sua penetrazione aerodinamica; quello che non era noto fino ad oggi è che un’auto che “segue” l’atleta può anch’essa giocare una parte importante nell’aumentare le sue prestazioni.
La University of Technology di Eindhoven (TU/e), nei Paesi Bassi, ha utilizzato gli strumenti di simulazione di ANSYS (www.ansys.com/it) per creare il modello matematico di un ciclista seguito da un’auto nel corso di una tappa a cronometro individuale del Tour de France. I risultati ottenuti dalla TU/e sono a dir poco sorprendenti e mostrano che – in funzione della distanza su cui la cronometro si sviluppa, delle dimensioni dell’auto e di una ragionevole distanza di sicurezza tra auto e atleta – il guadagno in termini di tempo può essere abbastanza significativo da decidere chi vincerà la tappa.
Grazie alla simulazione condotta con il software di ANSYS, infatti, i ricercatori dell’Università di Eindhoven hanno potuto calcolare che gli effetti aerodinamici sulla scia del ciclista prodotti da un’auto con una sezione frontale di 2,7 metri quadrati e una lunghezza di 5 m, che segue l’atleta a una distanza di 5 m, possono portare a un risparmio di 25 s sul tempo di percorrenza di una tappa di 50 km.

Grazie alla simulazione condotta con il software di ANSYS, i ricercatori dell’Università di Eindhoven hanno potuto calcolare che gli effetti aerodinamici sulla scia del ciclista prodotti da un’auto possono portare a un risparmio di 25 s sul tempo di percorrenza di una tappa di 50 km.





































































