
Tecnici durante un test dimostrativo della pompa criogenica ESK-IMO di Vanzetti Engineering.
Il commercio globale di GNL ha superato 440 milioni di tonnellate nel 2024, rispetto ai circa 240 milioni del 2015. Circa il 40% degli impianti di liquefazione attualmente in costruzione nel mondo rientra nella categoria small-scale, con capacità fino a 3 milioni di tonnellate annue. Oltre 1.500 navi sono già compatibili con il GNL, con una proiezione che supera le 3.500 unità entro il 2030.
È in questo quadro che Vanzetti Engineering ha organizzato l’8 e il 9 giugno un evento internazionale a Cavallerleone, in provincia di Cuneo, conclusosi con il test dimostrativo della nuova pompa criogenica sommersa estraibile ESK-IMO, progettata per rispondere alle esigenze operative di terminali small-scale, FSRU e operazioni di bunkering navale.
ESK-IMO: tre modelli da 85 a 550 m³/h
La serie ESK-IMO nasce dall’esperienza maturata con la pompa criogenica sommersa ARTIKA, che conta oltre 1.500 unità installate in applicazioni marine, ereditandone affidabilità e qualità costruttiva. La gamma comprende tre modelli: ESK-IMO 230 (85 m³/h), ESK-IMO 300 (300 m³/h) ed ESK-IMO 400 (550 m³/h), progettati per coprire le principali applicazioni GNL emergenti.
La pompa è destinata a terminali di piccola taglia e all’utilizzo navale come Cargo/Stripping pump per lo svuotamento dei serbatoi in caso di malfunzionamento o manutenzione delle pompe principali. Il valore distintivo della serie risiede in un processo di bench-test progettato ad hoc per questa gamma specifica, a garanzia di prestazioni certificate e costanti.
“Il settore del GNL sta attraversando una fase di profonda evoluzione e richiede tecnologie sempre più efficienti, affidabili e orientate alla sostenibilità. Soluzioni come la pompa estraibile ESK-IMO svolgono un ruolo strategico nel supportare la prossima generazione di infrastrutture GNL a livello globale”, ha dichiarato Valeria Vanzetti Ghio, Amministratore Unico di Vanzetti Engineering.
In primo piano il ruolo del GNL, combustibile di transizione
All’evento hanno partecipato partner industriali, clienti e associazioni internazionali come IGU e Assogasliquidi, oltre agli analisti di mercato di Clarksons Research.
Il quadro emerso conferma il ruolo del GNL come combustibile di transizione su più fronti: nel trasporto pesante italiano – con 5.300 mezzi e 177 stazioni di rifornimento che assorbono il 70% dei consumi del settore – e nel marittimo, dove circa il 60% delle nuove ordinazioni di navi a carburanti alternativi riguarda soluzioni GNL e la flotta dedicata al bunkering è attesa a 80 unità entro il 2028.
Il bioGNL è stato identificato come il vero elemento di discontinuità per la decarbonizzazione del trasporto merci, compatibile con le infrastrutture esistenti. Un ulteriore elemento di interesse emerso durante i lavori riguarda il recupero della cold energy generata durante la rigassificazione del GNL, valorizzabile in applicazioni industriali e nel raffreddamento di data center in prossimità dei terminali.

Dettaglio della pompa criogenica sommersa estraibile ESK-IMO di Vanzetti Engineering durante le prove.




































































