
Dal 20 gennaio 2027, safety e security, termini che indicano rispettivamente la sicurezza funzionale e la protezione da minacce informatiche o alterazioni, diventano due dimensioni dello stesso problema industriale, a fronte del nuovo Regolamento Macchine (UE) 2023/1230.
Pilz indica le strade e le soluzioni che ha messo a punto per far fronte al nuovo Regolamento Macchine (UE) 2023/1230, in vigore dal 20 gennaio prossimo.
di Riccardo Oldani
Mancano poche settimane al 20 gennaio 2027, quando il Regolamento Macchine (UE) 2023/1230 diventerà pienamente applicabile. Una data che non introduce soltanto nuovi adempimenti per costruttori e utilizzatori, ma porta all’interno della sicurezza delle macchine un principio destinato a incidere sulla progettazione e sulla gestione degli impianti: le funzioni di protezione delle persone possono essere davvero affidabili solo se sono protette anche da manipolazioni, accessi impropri e modifiche del software.
Safety e security, termini che indicano rispettivamente la sicurezza funzionale e la protezione da minacce informatiche o alterazioni, diventano così due dimensioni dello stesso problema industriale. È il tema attorno al quale Pilz ha costruito la sua conferenza stampa online per i media internazionali, andata in scena alla fine di luglio. Un appuntamento ormai tradizionale che si è trasformato in un interessante percorso attraverso le conseguenze normative, tecniche e organizzative di questo cambiamento. “Le macchine connesse scambiano dati e sono parte di sistemi sempre più complessi”, ha osservato Thomas Pilz, managing partner dell’azienda tedesca. “La security è diventata indispensabile anche per proteggere la safety. Le attuali normative europee mostrano che non può più essere considerata un’opzione”.
Nella pratica, dal prossimo 20 gennaio cambierà il modo di proteggere gli impianti: sicurezza informatica e delle persone entrano nello stesso sistema di responsabilità, dalla progettazione alla gestione degli accessi. Nella sua conferenza stampa annuale Pilz ha sviscerato il tema, indicando le strade e soluzioni che ha messo a punto per produttori di macchine, system integrator e utilizzatori.

Susanne Kunschert e Thomas Pilz, alla guida dell’azienda dal 2018, hanno introdotto la conferenza stampa annuale che si è tenuta online alla fine di luglio.
DALLA PROGETTAZIONE AL SOFTWARE
Il principio è intuitivo: una barriera, un riparo o un arresto di emergenza possono funzionare correttamente dal punto di vista elettromeccanico, ma perdere efficacia se qualcuno modifica senza autorizzazione un parametro, installa un aggiornamento non controllato o interviene da remoto sul sistema. “L’approccio classico alla sicurezza funzionale non è più sufficiente negli ambienti produttivi moderni”, ha spiegato Jürgen Bukowski, Senior Manager Consulting & Services Operations di Pilz. “Attacchi informatici, manipolazioni e accessi remoti non sicuri costituiscono minacce reali. L’accesso al mercato europeo sarà perciò legato al rispetto di requisiti che riguardano sia la safety sia la security”.
Il Regolamento Macchine richiede di considerare questi aspetti lungo l’intero ciclo di vita della macchina. La protezione da modifiche accidentali o intenzionali deve essere prevista fin dalla progettazione, secondo il principio della security by design. Servono poi processi definiti per gli aggiornamenti e gli accessi remoti, insieme alla possibilità di ricostruire chi sia intervenuto, quando e con quali effetti. Acquista maggiore importanza anche la documentazione digitale. Manuali, dichiarazioni di conformità e informazioni tecniche dovranno rimanere disponibili per almeno dieci anni. Non basta produrli al momento della consegna: occorre conservarli, aggiornarli e renderne tracciabile l’evoluzione.
“Il Regolamento Macchine disciplina in modo più vincolante anche i casi in cui un integratore di sistemi o lo stesso utilizzatore diventano costruttori di fatto”, ha sottolineato Bukowski. “Può accadere quando viene messo in servizio un insieme di macchine oppure quando un impianto esistente subisce una modifica sostanziale. Questo richiede una stretta collaborazione nella gestione della documentazione, degli aggiornamenti, della safety e della security”.
Le conseguenze superano i confini dell’Unione. Qualunque produttore voglia immettere una macchina sul mercato europeo dovrà adeguare prodotti e procedure ai nuovi requisiti, compresi quelli relativi alla sicurezza informatica e alla gestione del software.

Pilz spinge da tempo sulla Safety e Security in funzione del nuovo Regolamento Macchine. Qui soluzioni compliant con le nuove norme nello stand dell’azienda a SPS Norimberga, nel 2025.
ZONE SEPARATE, PASSAGGI CONTROLLATI
La normativa definisce gli obiettivi, ma è l’architettura del sistema a tradurli in misure concrete. Andreas Willert, responsabile Industrial Security di Pilz Austria e componente di uno dei gruppi impegnati nella normazione, ha indicato nella serie IEC 62443 e nella futura EN 50742 due riferimenti per organizzare la protezione delle reti di automazione.
Il principio centrale è quello denominato “Zones and Conduits”: la rete viene suddivisa in zone con caratteristiche e livelli di rischio omogenei, mentre le comunicazioni tra un’area e l’altra passano attraverso collegamenti controllati. Le diverse protezioni formano così più livelli di difesa, secondo una strategia definita defence in depth. “Una modifica non autorizzata, intenzionale o accidentale, può rendere inefficaci le misure di protezione”, ha spiegato Willert. “La security non è quindi un tema aggiuntivo, ma una condizione fondamentale per il funzionamento della safety. Lo scopo è preservare l’integrità dei componenti rilevanti per la sicurezza, affinché le funzioni intervengano esattamente quando servono”.
Pilz propone, in particolare, di separare le funzioni di sicurezza dall’automazione standard, utilizzando hardware distinto e isolandole sia tecnicamente sia sul piano organizzativo. Un aggiornamento, un errore o un attacco che interessa la parte ordinaria del controllo non dovrebbe così propagarsi al sistema incaricato di proteggere gli operatori. “Quanto più le funzioni di safety sono separate dalla rete produttiva e da quella della macchina, tanto maggiore è la loro protezione”, ha aggiunto Willert. “Allo stesso tempo diminuisce il numero delle misure di security aggiuntive necessarie”.
Separare non significa rinunciare alle informazioni. I dati diagnostici possono essere trasmessi a un PLC standard, purché dalla rete esterna non sia possibile accedere alle funzioni custodite nella zona protetta. In caso di fermo è quindi possibile risalire facilmente alla causa senza aprire una via verso i parametri di sicurezza.

Il controller PNOZmulti 2 di Pilz è un esempio di soluzione già in linea con il Regolamento Macchine. Si integra con sensori e dispositivi di analisi dei segnali per fornire ai costruttori di macchine un’unica soluzione coordinata mirata alla sicurezza.
LA CONFORMITÀ DIVENTA CONTINUA
Il cambiamento normativo sposta anche l’attenzione dalla certificazione iniziale alla conformità lungo tutto il ciclo di vita. Dopo la messa in servizio bisogna, infatti, continuare a governare le valutazioni dei rischi, dichiarazioni, revisioni, manutenzioni, autorizzazioni, qualifiche degli addetti e scadenze formative per tutta la vita operativa di linee e macchinari. “Il costruttore pone le basi, mentre l’utilizzatore deve mantenerle per tutta la vita della macchina”, ha sintetizzato Bukowski. “Senza una gestione integrata degli asset diventa molto difficile applicare ogni giorno la security by design e dimostrare la conformità. Fogli Excel e archivi cartacei sono esposti a errori, rallentano le verifiche e diventano critici in caso di audit o incidente”.
Per rispondere a questa necessità Pilz ha introdotto MYZEL Lifecycle Platform, soluzione Software-as-a-Service che raccoglie in un solo ambiente i dati relativi a macchine, persone e processi. Il nucleo della piattaforma, denominato myCore, permette di censire gli impianti e associare a ciascuno istruzioni, valutazioni, validazioni, dichiarazioni di conformità, programmi di manutenzione e attestati di formazione. Una dashboard segnala documenti mancanti, incongruenze e scadenze, mentre un registro conserva la traccia delle operazioni eseguite. Costruttore e utilizzatore possono così lavorare sul medesimo patrimonio informativo: il primo trasferisce la documentazione e il secondo la mantiene aggiornata durante l’esercizio.
Nel corso della conferenza stampa è stata presentata anche una funzione basata sull’intelligenza artificiale che analizza fotografie di una macchina e suggerisce possibili problemi e misure di riduzione del rischio. Indicazioni che non costituiscono però una valutazione automatica: devono essere esaminate e approvate da una persona qualificata. Nessuna responsabilità sulle decisioni può infatti essere delegata a un algoritmo.

Pilz ha presentato MYZEL Lifecycle Platform, soluzione Software-as-a-Service che raccoglie in un solo ambiente tutti i dati necessari per gestire la sicurezza lungo tutto il ciclo di vita delle macchine.
FOCUS: REGOLARE GLI ACCESSI
L’ultimo anello della Security e Safety delle macchine riguarda gli accessi e il loro controllo. “Chi è autorizzato a fare che cosa e su quale macchina? Questa domanda è fondamentale per un concetto di sicurezza che comprenda Safety e Industrial Security”, ha affermato Christoph Baumeister, Senior Manager Product Management di Pilz. “La sicurezza funzionale non deve essere compromessa da accessi non autorizzati, attacchi o manipolazioni”.
Il sistema di Identification and Access Management è stato sviluppato pensando proprio a questo aspetto e associa permessi e qualifiche a un transponder RFID. Il dispositivo PITreader identifica l’operatore e abilita soltanto le funzioni per le quali dispone delle autorizzazioni necessarie, registrandone l’accesso. Lo stesso principio può essere esteso al login su un computer o all’attivazione di una porta USB industriale, possibile canale di ingresso per programmi e file non controllati.
Hardware e software, in ogni caso, non sostituiscono le misure organizzative. Compiti, responsabilità, istruzioni e controlli devono essere definiti dall’impresa. Collegando poi il sistema di accesso alla piattaforma MYZEL, l’autorizzazione può essere associata anche alla validità di un attestato: quando una formazione scade, il sistema segnala la necessità di intervenire e consente di rivedere i permessi. ©TECNELAB

L’Identification and Access Management di Pilz associa permessi e qualifiche a un transponder RFID e a un dispositivo di identificazione che abilita gli operatori a condurre sulle macchine solo le operazioni a cui sono autorizzati.






































































