
Davide Zardo, dal 1° giugno neoeletto presidente e AD di Schneider Electric Italia. Nella foto di anteprima: “Impact-Shaping the Future of the OEM market” è l’evento organizzato da Schneider Electric il 6 e 7 maggio scorsi a Lazise, in provincia di Verona, dedicato al mondo OEM.
Con l’evento “Impact - Shaping the Future of the OEM market”, tenutosi a Lazis Schneider Electric ha evidenziato il ruolo determinante della digitalizzazione, dell’elettrificazione e dell’automazione per la sostenibilità.
di Lorenzo Ruffini
Il mondo dei costruttori di macchine industriali, rappresentato in Italia da 23.000 aziende che danno lavoro a circa 470.000 addetti, è determinante per l’economia del Paese, contribuendo con 100 miliardi di export al saldo della bilancia commerciale nazionale. Da sempre orientato all’innovazione come elemento distintivo su cui puntare, il comparto fa posizionare l’Italia all’ottavo posto al mondo per numero di brevetti. Ed è proprio alle imprese di questo comparto che Schneider Electric si è rivolta il 6 e 7 maggio, a Lazise (Verona), con “Impact - Shaping the Future of the OEM market”, evento ricco di spunti e riflessioni sulle tecnologie del futuro per il settore.
In questa occasione, Davide Zardo - con una carriera che ha attraversato diverse funzioni strategiche all’interno di Schneider Electric - ha ricevuto ufficialmente il ‘testimone’ a guida dell’azienda da parte dell’attuale presidente e AD per l’Italia, Aldo Colombi.
“Il percorso di crescita di Schneider Electric, incluse oltre 180 acquisizioni lungo gli anni, non ultima quella di Aveva, e la sua evoluzione strategica da protagonista del mondo dell’energia, dell’efficientamento e dell’elettrificazione a fornitore anche di soluzioni di automazione e gestione dei dati in un’ottica 4.0, di convergenza IT-OT e avvento dell’IIoT, pone l’azienda in una posizione privilegiata per guidare OEM e clienti finali nel percorso verso una produzione intelligente e sostenibile”, ha dichiarato lo stesso Davide Zardo, dal 1° giugno neoeletto presidente e AD di Schneider Electric Italia.
Innovazione tecnologica e sostenibilità sono elementi fondamentali d’investimento per gli OEM italiani.
MANIFATTURA 5.0 E NON SOLO
“Schneider Electric è da tempo concentrata sull’integrazione tra gestione dell’energia e del dato, per migliorare sia la produzione degli OEM in quanto costruttori di macchine sia le soluzioni offerte ai clienti finali, mirando a una maggiore sostenibilità e resilienza industriale”, ha affermato Zardo, che ha anche evidenziato come Schneider Electric abbia incrementato gli investimenti in Ricerca e Sviluppo, superando il 5% del fatturato.
La manifattura 5.0, secondo la multinazionale, è dunque un progetto concreto solo se si perseguono principi green & smart, puntando su soluzioni di digitalizzazione, automazione ed elettrificazione, che la multinazionale fornisce essenzialmente in quattro ambiti strategici: industria, building, infrastrutture, data center.

Serena Fumagalli e Ilaria Sangalli, senior researchers di Intesa Sanpaolo Research Department, hanno fornito molti dati sullo scenario attuale e previsto, evidenziando che il mondo della produzione di macchinari industriali in Italia è composto da 23.000 aziende con 470.000 addetti (dati Istat), il 14% di tutto il settore manifatturiero, con un valore aggiunto sviluppato nel 2023 pari a 48,4 miliardi di euro.
DIGITALE, ENERGIA E AUTOMAZIONE
“Innovazione e sostenibilità sono i capisaldi dell’offerta di Schneider Electric, per supportare al meglio i clienti nel percorso verso la transizione energetica e sostenibile, a partire dallo specifico punto di partenza in cui si trovano”, ha dichiarato Claudio Giulianetti, vice president industrial automation di Schneider Electric.
“Schneider offre soluzioni che abbracciano svariati ambiti dell’automazione, dalla meccatronica alla robotica, con l’impiego di tecnologie all’avanguardia come il digital twin, la realtà aumentata e virtuale, interfacce evolute per il controllo e la manutenzione di macchine e intere linee da remoto, in control room centralizzate, combinate con sistemi di gestione dell’energia, ottimizzazione dei consumi e dell’uso delle risorse, incrementando l’impiego delle energie rinnovabili”, ha sottolineato Giulianetti.

Gli OEM devono farsi trovare pronti per rispondere alle sollecitazioni del loro mercato e alle richieste degli end user più evoluti, internazionali e locali.
“Spesso non sembra, ma i dati dimostrano che le imprese sostenibili sono anche le più profittevoli”, ha detto Giulianetti. “Per questo la nostra sfida è fornire ‘industrial technology for a sustainable company’, affiancando gli OEM, in particolare, nel rispondere alle sfide della transizione 5.0”.
“In Italia in particolare sta per essere delineato il piano Transizione 5.0 che vale 6 miliardi in incentivi da usare entro un anno e mezzo, quindi, per gli OEM sarà importante essere in grado di supportare le richieste dell’end user per la riqualificazione/revamping del parco installato o la costruzione di nuove macchine e impianti secondo i criteri previsti. In questo senso Schneider offre componenti e soluzioni Transizione 5.0 ready, comprendendo anche la parte software e servizi”, ha concluso Giulianetti. © ÈUREKA!

Claudio Giulianetti, vice president industrial automation di Schneider Electric.































































