
Carrozza Power Car del Coradia Stream H primo treno a idrogeno d’Italia, allestita nel sito di Vado Ligure di Alstom.
Il sito di Vado Ligure di Alstom, che ha appena compiuto 120 anni, è esempio di una trasformazione basata su un nuovo sistema di gestione dei dati.
di Elisa Maranzana
C’è stato un tempo in cui gli stabilimenti ferroviari erano soprattutto luoghi di produzione e assemblaggio. Entravano componenti, uscivano locomotive e vagoni. Oggi non è più così. Come accade in gran parte dei settori industriali, anche nel ferroviario il valore si sta progressivamente spostando verso integrazione digitale, manutenzione predittiva, monitoraggio dei dati e gestione del ciclo di vita dei convogli.
A Vado Ligure, pochi chilometri a ovest di Savona, questo cambiamento passa attraverso una fabbrica che da oltre un secolo fa parte del paesaggio industriale della costa ligure. Nato nel 1906 come Westinghouse, e divenuto uno dei simboli storici del ferroviario italiano; oggi lo stabilimento, passato sotto il controllo di Alstom nel 2021, sta ridefinendo il proprio ruolo, diventando un hub integrato dove manufacturing, service e gestione dei dati convivono sempre di più.

Oggi nel sito Alstom di Vado Ligure lavorano circa 300 persone, in una fabbrica che abbandona progressivamente la logica del sito ‘autonomo’ per abbracciare quella di una rete industriale integrata.
RIORGANIZZAZIONE PROFONDA
Negli ultimi anni, il sito di Vado Ligure è stato al centro di un percorso di rilancio che ha ridisegnato progressivamente attività, organizzazione produttiva e prospettive. Dal 2021 a oggi sono stati investiti circa 20 milioni di euro tra riorganizzazione industriale, rafforzamento della produzione, qualità e sviluppo di nuove attività.
Oggi nello stabilimento lavorano circa 300 persone, in una fabbrica che abbandona progressivamente la logica del sito “autonomo” per abbracciare quella di una rete industriale integrata. “Il sito di Vado Ligure e quello di Savigliano, nel Cuneese”, ha spiegato Roberto Balbis, Managing Director Rolling Stock di Alstom, durante l’evento organizzato per i 120 anni dello stabilimento, “collaborano in un modo che va al di là della capacità operativa. Condividono competenze, processi e strumenti di lavoro, accelerando e valorizzando le rispettive complementarità sul territorio”.
Il percorso di rilancio si sviluppa su più fronti. Dal rafforzamento della produzione delle locomotive Traxx Universal, principale asset industriale del sito, all’allestimento della Power Car del primo treno a idrogeno d’Italia, progetto simbolo della transizione energetica nel trasporto ferroviario; dagli investimenti in tecnologie e infrastrutture industriali avanzate all’ampliamento delle attività legate a manutenzione e service.

L’esterno dell’impianto di Vado Ligure di Alstom. Quest’anno è stato celebrato il centoventesimo anniversario dall’inizio dell’attività.
INVESTIMENTI IN TECNOLOGIA
Il cambiamento forse meno visibile, ma tra i più importanti nella vita quotidiana del sito di Vado Ligure, riguarda il modo in cui vengono raccolte, gestite e condivise le informazioni all’interno della fabbrica. Due anni fa il sito ha avviato un processo di digitalizzazione, sostituendo progressivamente gran parte della documentazione cartacea con sistemi digitali accessibili direttamente dagli operatori lungo le linee. “Oggi ogni tecnico ha accesso all'elenco delle operazioni che deve svolgere, allo stato di avanzamento, alla lista materiali e via dicendo”, ci ha spiegato Silvano Saba, Site Director di Vado Ligure, durante la visita allo stabilimento. “E questo ci consente di monitorare l’intera produzione, facendo affidamento su informazioni aggiornate in tempo reale”.
Tutte quelle attività legate a produzione e assemblaggio da sempre centrali per il sito di Vado Ligure vengono quindi ora affiancate da sistemi di controllo, tracciabilità e monitoraggio continuo che accompagnano ogni fase.
Tra le infrastrutture già operative, parte del piano industriale in corso, figurano inoltre gli impianti per incollaggi strutturali, la Prova Pioggia per testare i veicoli in condizioni estreme, il Test Track per le verifiche dinamiche e la Control Room, che monitora in tempo reale centinaia di locomotive in esercizio.

Il percorso di rilancio del sito di Vado ligure si sviluppa parte dal rafforzamento della produzione delle locomotive Traxx Universal, principale asset industriale di questo stabilimento.
GESTIRE IL CICLO DI VITA
Altrettanto centrali in questo percorso di rilancio sono l’evoluzione e il rafforzamento delle attività legate al service. Oggi, infatti, una parte crescente del business ruota attorno alla gestione dell’intero ciclo di vita del treno: manutenzione, aggiornamenti tecnologici, grandi revisioni e continuità operativa nel tempo. A Vado Ligure questo passaggio si riflette anche nell’avvio di lavorazioni complesse su convogli ad alta velocità in servizio lungo rotte internazionali e nel rafforzamento delle attività manutentive, destinate a occupare uno spazio sempre più centrale nell’organizzazione industriale del gruppo.
“Stiamo costruendo un nuovo capannone che verrà destinato alla manutenzione”, ci ha raccontato Saba. “Questo sito dispone già delle competenze necessarie, senza contare che i contratti di manutenzione, che hanno durate di 20-30 anni, ci garantiscono una visibilità di lungo periodo”.

Il Coradia Stream H è una versione a idrogeno della famiglia Coradia Stream. Sarà presto in servizio su una tratta lombarda in Valcamonica.
GIOCARE D’ANTICIPO
È proprio qui, nell’ambito del servizio postvendita, che si intravede il nuovo business su cui si regge oggi la fabbrica ferroviaria: le produzioni si integrano con attività di service capaci di assicurare continuità industriale anche oltre la singola commessa. Il sito di Vado Ligure ne è un esempio particolarmente interessante. “Qui”, ha sottolineato Saba, “le attività manutentive rappresentano uno ‘zoccolo duro’ stabile, attorno al quale possono svilupparsi nel tempo nuove lavorazioni e nuove commesse”.
Anche in questo ambito un ruolo centrale è giocato dalla digitalizzazione, che permette di intervenire prima che i problemi si manifestino. “Nel mondo del service ferroviario”, ha aggiunto il direttore dell’impianto di Vado, “l’intelligenza artificiale sta trovando applicazione soprattutto nella manutenzione predittiva, attraverso l’analisi dei dati generati dai convogli durante il servizio, con l’obiettivo di prevenire i guasti. I treni e le locomotive sono dotati di numerosi sensori che generano dati, e l’IA diventa uno strumento essenziale per interpretarli così da individuare anomalie prima che si verifichino”. In prospettiva, questo significa poter pianificare interventi manutentivi in anticipo, predisporre materiali e ridurre l’impatto operativo dei fermi macchina. ©ÈUREKA!

La conferenza di celebrazione dei 120 anni dello stabilimento di Vado Ligure, organizzata lo scorso aprile.


































































