Il catino di gioco del Riyadh Air Metropolitano, lo stadio dell’Atlético Madrid, durante una partita. La struttura contiene oltre 70 mila spettatori.
Un’infrastruttura intelligente, sviluppata da Hewlett Packard Enterprise, ridefinisce l’esperienza dei tifosi nello stadio Riyadh Air Metropolitano dell’Atlético Madrid.
di Alessandro Vella
Ci sono momenti, durante una partita di calcio, in cui lo stadio si trasforma in un organismo vivo e pulsante. Migliaia di persone si alzano, esultano, riprendono, condividono. È proprio in quegli istanti che la tecnologia viene messa alla prova. Ed è lì che il Riyadh Air Metropolitano ha deciso di fare un salto in avanti, ripensando completamente la propria infrastruttura digitale.
Il progetto di rinnovamento della connettività, sviluppato per lo stadio dell’Atlético Madrid, rappresenta uno dei più avanzati esempi europei di integrazione tra networking, intelligenza artificiale e gestione dei grandi eventi. Il cuore dell’intervento è una nuova rete WiFi di ultima generazione, composta da oltre 1.500 access point Wi-Fi 7, progettata per sostenere senza cedimenti decine di migliaia di connessioni simultanee. A concepirla e realizzarla è stato HPE, un leader tecnologico globale all’avanguardia in questo genere di realizzazioni.
PIATTAFORMA POTENTE
Non si tratta solo di potenza, ma di intelligenza. L’intera infrastruttura è governata da una piattaforma AIOps che monitora e ottimizza in tempo reale le prestazioni, regolando dinamicamente parametri come canali radio e potenza del segnale. Questo consente di adattare la rete alle condizioni effettive di utilizzo, prevenendo congestioni e interferenze proprio nei momenti di massimo afflusso.
A rendere ancora più sofisticato il sistema contribuiscono le funzionalità di analisi basate su intelligenza artificiale. Attraverso mappe di calore e tracciamento dei flussi, lo stadio è in grado di “leggere” i movimenti del pubblico, migliorando la gestione degli accessi, la sicurezza e l’organizzazione dei servizi. Allo stesso tempo, l’attenzione alla sostenibilità si traduce in meccanismi di risparmio energetico dinamico: gli access point modulano automaticamente il consumo, entrando in modalità di riposo quando la domanda diminuisce.
Álvaro Morán, Country Manager per la Spagna di HPE Networking.
PROGETTATO PER LE ESIGENZE DI OGGI
Accanto alla rete per il pubblico, un altro elemento chiave è rappresentato dall’infrastruttura dedicata alla produzione audiovisiva su IP, completamente separata dalla rete IT generale. Una scelta progettuale che garantisce la massima qualità nella gestione dei contenuti video, riducendo al minimo la latenza e proteggendo il traffico critico grazie a politiche avanzate di segmentazione e Quality of Service.
Ma al di là dei numeri e delle tecnologie, il senso profondo di questo progetto emerge chiaramente dalle parole di Álvaro Morán, Country Manager per la Spagna di HPE Networking, che mette subito a fuoco il cambiamento di paradigma: “uno stadio moderno richiede molto più di una semplice connessione di base. L’obiettivo era riprogettare l’infrastruttura digitale in modo che potesse supportare decine di migliaia di persone connesse contemporaneamente, garantendo, al contempo, che ogni servizio all’interno della struttura potesse contare su una rete stabile e ad alte prestazioni”.
Il punto, oggi, non è più solo vedere la partita. “I tifosi non vanno allo stadio solo per assistere a uno spettacolo. Si aspettano anche di poter condividere il momento, accedere a contenuti in diretta, interagire con la squadra e utilizzare i servizi digitali all’interno della struttura”, spiega Morán. “Per questo motivo, la connessione deve essere veloce, stabile e senza interruzioni. Quando funziona correttamente, diventa quasi invisibile, ma è essenziale per offrire un’esperienza fluida e personalizzata”.
È proprio questa “invisibilità” della tecnologia, quando tutto funziona, a rappresentare il vero traguardo. Un’infrastruttura che non si vede, ma che abilita ogni esperienza.
Sul fronte della produzione audiovisiva, Morán chiarisce ulteriormente il valore della rete dedicata: “è progettata per supportare la produzione e l’emissione di video in alta qualità all’interno dello stadio, operando in modo completamente indipendente dalla rete IT generale”. Un isolamento necessario per garantire prestazioni costanti anche nei momenti più critici. “Grazie a rigorose politiche di segmentazione e meccanismi di Quality of Service, è possibile proteggere il traffico video e ridurre al minimo la latenza end-to-end”.
L’ingresso in campo dal tunnel degli spogliatoi. La rete Wi-Fi deve coprire tutte le esigenze, da quelle tecniche di “produzione” dei match a quelle di svago dei tifosi.
IL RUOLO DELL’IA
Il vero salto di qualità, però, arriva con l’intelligenza artificiale applicata alla gestione della rete. “La tecnologia AI-native di HPE Aruba Networking che abbiamo impiegato consente di gestire in modo dinamico e in tempo reale parametri come la selezione dei canali e la potenza di trasmissione”, sottolinea Morán. Il risultato è una rete che si adatta continuamente alle condizioni operative: “contribuisce a prevenire le interferenze, ridurre la saturazione e garantire prestazioni costantemente elevate, anche durante eventi con decine di migliaia di spettatori”.
Non solo reazione, ma anche previsione. “Queste tecnologie consentono al sistema non solo di reagire ai problemi, ma anche di anticiparli, migliorando l’affidabilità e riducendo al minimo l’impatto sull’esperienza dell’utente”, aggiunge Morán.
Un altro aspetto interessante riguarda l’uso dei dati generati dalla rete. L’analisi dei flussi di pubblico non è solo una funzione tecnica, ma diventa uno strumento decisionale. “La capacità della rete di analizzare i modelli di affluenza e comprendere come gli utenti si muovono all’interno di uno spazio fornisce informazioni preziose che possono supportare il processo decisionale operativo”, osserva Morán.
Tifosi dell’Atlético Madrid durante l’accesso allo stadio. La connessione al web deve essere garantita anche nelle aree limitrofe.
OLTRE L’ARENA
E infatti il progetto non si ferma allo stadio. La stessa infrastruttura è già stata estesa alle altre strutture del club, dai campi di allenamento alle aree mediche, fino agli spazi di produzione audiovisiva. Un ecosistema digitale che dimostra come questa tecnologia possa adattarsi a contesti diversi, mantenendo sempre lo stesso obiettivo: garantire prestazioni elevate in ambienti complessi e ad alta densità.
“È ideale per scenari in cui un ampio numero di utenti si connette contemporaneamente e la domanda può variare in modo significativo nel tempo”, conclude Morán, lasciando intuire applicazioni che vanno ben oltre il mondo dello sport, dalle città intelligenti ai grandi hub di trasporto. Il risultato finale è uno stadio che non si limita a essere connesso, ma diventa una piattaforma digitale capace di evolvere, adattarsi e anticipare. Un modello destinato, con ogni probabilità, a diventare lo standard per le grandi infrastrutture del futuro. ©ÈUREKA!

Il complesso del Riyadh Air Metropolitano visto dall’alto. Le soluzioni di connessione HPE coprono anche le esigenze del club, delle strutture di allenamento e delle aree mediche.



































































