
Evolut è uno dei più importanti integratori italiani ed europei di sistemi robotizzati nei settori general industry, automotive e fonderia. Nella foto asservimento macchina per pressocolata per alluminio.
Nel 1991 inizia la propria attività quale partner tecnologico di ABB Robotics e, da quel momento, Evolut cresce al passo del mercato, migliorando nel tempo le proprie competenze tecniche e tecnologiche, divenendo uno dei più importanti integratori italiani ed europei di sistemi robotizzati nei settori general industry, automotive e fonderia, con più di 85 dipendenti e oltre 2.300 impianti installati.
di Luigi Ortese
Evolut (www.evolut.it) inizia la propria attività nel 1991 quale partner tecnologico di ABB Robotics, uno dei principali produttori di robot su scala globale. Da un’attività circoscritta alle funzioni di integrazione passa, a partire dal 1995, alla realizzazione di impianti completi di robot antropomorfi per la manipolazione e l’asservimento macchine utensili e transfer. Le competenze crescono per seguire il mercato in forte crescita e, negli anni ’90, si registra uno sviluppo continuo e travolgente: da meno di 100 metri quadrati di superficie occupata passa a 1.200 metri quadrati, con 14 persone e 20 miliardi di fatturato. È di quegli anni la realizzazione del sistema di visione proprietario che l’ha reso celebre e che le ha permesso di realizzare impianti complessi.
Evolut, perché? La risposta è in un aneddoto che risale a quando l’attuale CEO Franco Codini parlava del nome da dare alla società con alcuni amici e partner del primo periodo: uno di loro scrisse EVOLUTION su un pezzo di carta, per suggerire la propria idea, ma, accidentalmente, il foglio rimase parzialmente coperto e Codini lesse solo EVOLUT: fu amore a prima vista, ed Evolut è rimasto. Alle volte accadono piccoli eventi fortuiti che segnano la strada, più spesso questa viene costruita con impegno e perseveranza, dedizione e competenza. La storia di Evolut è proprio questa: crescere con il mercato, migliorando le proprie competenze tecniche e tecnologiche, sopportare la crisi iniziata nel 2008 senza operare neppure un licenziamento, e impiegare quegli anni per crescere come cultura di base, migliorarsi e costruire risorse interne di alto profilo per assicurare risposte ancor più mirate alle richieste dei clienti. Ed Evolut oggi si posiziona sul mercato come uno dei più importanti integratori italiani ed europei di sistemi robotizzati nei settori general industry, automotive e fonderia, con più di 85 dipendenti e oltre 2.300 impianti installati.

Operazione di spazzolatura di getti in acciaio con robot.
LA MISSION
Se si osservano i parametri classici di un’azienda: fatturato, personale, superficie occupata, la crescita di Evolut è netta. Ma si percepisce la vera natura di questa crescita andando ad analizzare altri valori, come la tipologia degli impianti realizzati e il livello di istruzione del personale. Avere 20 ingegneri nel proprio staff non è una garanzia di qualità, ma un indicatore certo della filosofia che si intende perseguire. Partire da un elevato grado di formazione permette di guardare alle sfide del futuro con la consapevolezza di poter disporre di maggiori e migliori risorse.
Nello stesso modo occorre valutare la tipologia di impianti realizzati. Molti si dicono in grado di gestire processi di asservimento macchine utensili, ma quando si arriva in ambienti complessi e ostili, come la fonderia, le cose cambiano e il numero di chi può garantire processi continui e ottimizzati diminuisce drasticamente. Un ambiente difficile come la fonderia richiede processi complessi e un grado di preparazione più elevato, maggiori competenze di base e migliori capacità di analisi. Senza dimenticare che i processi di fonderia più importanti sono gestiti da aziende di grandi dimensioni che possiedono e richiedono qualità elevata.
Con questo bagaglio di esperienza, la mission di Evolut è diventata la ricerca delle migliori soluzioni alle difficoltà produttive dei processi, con l’obiettivo di offrire maggiore efficienza e competitività alle aziende clienti, con una migliore qualità del prodotto finale. Un esempio di questa capacità è riscontrabile nel nuovo impianto realizzato presso la Teksid Aluminum di Carmagnola, in provincia di Torino, per la sterratura, sbavatura e taglio del nuovo basamento motore, completamente in alluminio, del nuovissimo motore 4 cilindri che equipaggia la nuova Giulia, e non solo.

Asservimento di un centro di lavoro con robot su 7° asse.
LA FORMAZIONE
Oggi siamo immersi in una realtà in cui si parla molto di Industry 4.0 e di Internet of Things, ma poi queste cose non si fanno da sole, occorre realizzarle. E per costruirle servono persone: persone che devono essere formate, in modo completo e mirato. Da questa convinzione, e dalla collaborazione con Efort, nasce da Evolut il progetto di formazione che coinvolge la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Brescia e l’Università cinese di Wuhu. L’obiettivo è ambizioso: porre le basi di una collaborazione interuniversitaria, con laboratori e percorsi formativi comuni, che porti alla formazione di giovani ingegneri che possano realizzare una reale Industry 4.0 per conto di Evolut nel settore dell’automazione, per conto di Efort nell’ambito della produzione di robot e per tutti i clienti che desiderano procedere in questa direzione. Si parte con queste intenzioni, sperando che si aprano altre porte alla collaborazione internazionale, che si possano attivare stage formativi, esperienze lavorative e dottorati di ricerca.
Questo il futuro. Per il presente, l’obiettivo è selezionare un numero importante di giovani ingegneri che desiderino dedicarsi a questa attività per ampliare l’organico di Evolut in Italia e nella sua filiale in Cina.
LA COMPETENZA
Sulla base di quanto detto, la filosofia di Evolut è molto semplice: semplificare i processi per renderli più performanti. In pratica, per realizzare in ogni impianto questo obiettivo, si parte dalla progettazione, che deve essere accurata e tener conto di tutte le variabili coinvolte, dai tempi ciclo alle caratteristiche fisiche dei prodotti da trattare, dalle condizioni ambientali ai controlli da eseguire.
La possibilità di operare con controllo remoto permette di verificare costantemente lo stato operativo di ogni singola cella e di tutte le linee di lavorazione, tramite una visualizzazione molto immediata su un layout grafico di facile interpretazione. La possibilità di disporre di un sistema di visione sviluppato internamente permette di sfruttarlo al 100% delle sue possibilità e di offrire soluzioni innovative e performanti. La programmazione offline permette di simulare i processi, riproducendo i movimenti e le operazioni realizzate dai robot in un ambiente virtuale e di verificare l’ottimizzazione del processo e la totale assenza di collisioni prima che il processo inizi.
Poi questi impianti, così ben progettati e verificati, vanno costruiti da personale esperto, che deve essere totalmente all’altezza di quanto realizzato prima. A questo punto l’impianto inizia il suo lavoro e service garantisce una vita lunga e produttiva, sia con la manutenzione programmata sia con interventi straordinari, sempre tempestivi e risolutivi.

Taglio di getto in alluminio con sistema robotizzato.
I MERCATI
Il segreto per realizzare impianti di automazione funzionali e funzionanti è conoscere a fondo i processi che si devono automatizzare. Sembra banale, ma non è scontato. Evolut, in 25 anni di presenza sul mercato nazionale e internazionale, ha realizzato più di 2.300 impianti, di cui oltre 1.500 dotati del sistema di visione proprietario. Le competenze spaziano in quasi tutti i settori applicativi, ma la loro descrizione non può che partire dal settore più difficile, complesso e ostile: la fonderia. In questo ambito Evolut realizza impianti per colata in gravità e pressocolata, forgiatura a caldo, sterratura, taglio, sbavatura e smerigliatura di componenti in alluminio, acciaio e ghisa.
L’automazione dei processi di asservimento macchine utensili, come carico, scarico e manipolazione, vengono spesso assistiti dal sistema di visione e permettono di ottimizzare i cicli permettendo alle macchine di operare senza tempi morti e con la massima precisione e ripetibilità di posizionamento. Le linee di manipolazione e assemblaggio vengono realizzate, oltre che per componenti metallici, anche per plastica e vetro.
Poi i prodotti finiti devono essere pallettizzati per la spedizione, spesso devono anche essere de-pallettizzati per il loro avvio alla produzione. Oltre ai “soliti” impianti di movimentazione intelligente, Evolut propone anche l’integrazione di sistemi di trasporto con veicoli AGV che possono provvedere alla gestione di magazzini di grezzi, semilavorati e finiti e rifornire in modo automatico le stazioni di produzione.

Misura di diametro su assale per veicolo pesante con robot.
LA COLLABORAZIONE
Ma per affrontare al meglio il domani, occorre anche saper scegliere il partner per affrontare le prossime sfide. Ed Evolut ha scelto Efort, il maggiore produttore cinese di robot antropomorfi a 6 assi. Efort produce una gamma articolata di modelli perfettamente allineata ai maggiori produttori mondiali. Fuori dalla Cina è un nome praticamente sconosciuto, anche se investe ben 4 milioni di euro ogni anno in ricerca e sviluppo, quasi completamente focalizzati su Industry 4.0 e il famoso Internet of Things. A parlarci di Efort è il dottor You Wei, C.T.O. di Efort e Presidente di Evolut S.p.A.
In questo momento di grande sviluppo, la Cina si trova ad affrontare un gap tecnologico notevole rispetto agli altri Paesi manifatturieri: basti pensare che la densità di robot per 10.000 addetti arriva a 36 unità, poco più della metà della media mondiale di 66 e lontanissima dalla punta di 478 in Corea del Sud (Dati IFR 2015). Ma i progetti cinesi sono molto ambiziosi e il Programma China 2025 ne è la testimonianza. In pratica, l’obiettivo dichiarato per quella data è arrivare a una produzione interna di elevato livello in tutti i settori tecnologici: dall’aeronautica al medicale, dall’informatica al ferroviario, passando per il navale, l’automotive e l’energetico. Per raggiungere questo obiettivo è necessario quindi aumentare le performance dell’industria cinese. Se nel 2014 esistevano 102.000 robot in Cina, 237.000 nel Nord America e ben 311.000 in Europa, la proiezione per il 2017 ribalta questa situazione. Sono previsti 292.000 robot in Nord America, 343.000 in Europa e ben 428.000 in Cina. Vale a dire che, a fronte dei progressi di qualche decina di punti percentuale, i cinesi puntano a un sostanziale raddoppio. Avere tanti robot è sicuramente un buon punto di partenza, ma poi bisogna farli funzionare, e qui entra in gioco Evolut.
Per integrare robot nelle attività produttive occorre conoscere profondamente le attività produttive e conoscere bene le problematiche di aziende medie e piccole. Con questi presupposti è iniziata la ricerca di un partner tecnologico che fosse all’altezza di integrare processi in Cina per i committenti cinesi, ma anche di seguire i clienti europei che trasferiscono parte della loro produzione in Cina, garantendo il mantenimento dei livelli qualitativi cui sono abituati. La selezione è stata abbastanza complessa e, alla fine, è risultato che solo in Italia e Germania si poteva trovare la giusta tipologia di azienda. La creatività italiana, la capacità di soluzione italiana e la conoscenza delle problematiche produttive della general industry hanno fatto la differenza e proiettato Evolut in una dimensione nuova. Da questa situazione è scaturita la crescita tumultuosa, la grande ricerca di personale ad altissima qualificazione da formare e impiegare sia in Italia, sia in Cina. La tecnologia ha cercato la capacità di applicare la tecnologia e, ancora una volta, l’ha trovata in Evolut.

Sistema di visione per isola di sbavatura con illuminazione superiore.







































































