
La piattaforma AMR dual arm sviluppata da Joytek con cobot Kassow Robots a 7 assi durante un’operazione di prelievo da scaffale in ambiente industriale: il sistema si muove autonomamente e manipola i componenti per comporre i kit.
Il kitting manuale è uno dei colli di bottiglia più persistenti nelle linee automotive: ogni componente prelevato dallo scaffale sbagliato, ogni kit incompleto, ogni secondo perso in attesa dell’operatore si traduce in ritardi a valle della produzione. Bosch Rexroth, Roboverse Reply e Joytek hanno sviluppato una piattaforma di robotica mobile avanzata che integra mobilità autonoma e manipolazione dual arm in un’unica architettura coordinata.
Il progetto, nato come attività di R&D di Roboverse Reply, ha trovato nella partnership tre competenze complementari: algoritmi di percezione e integrazione software da Roboverse Reply, meccanica del sistema robotico da Joytek, tecnologie di controllo e navigazione da Bosch Rexroth. Il punto di partenza è semplice da enunciare e difficile da realizzare: un robot che si muove autonomamente e manipola oggetti con le stesse garanzie di affidabilità di un sistema fisso.
AMR dual arm e cobot Kassow a 7 assi: l’architettura della piattaforma
Il sistema è costruito attorno a un AMR di nuova generazione sviluppato da Joytek, equipaggiato con una colonna elevabile e due cobot a sette assi di Kassow Robots, azienda di proprietà Bosch Rexroth dal 2022. La struttura in alluminio anodizzato garantisce rigidità elevata pur mantenendo velocità di movimento paragonabili a quelle dei robot industriali tradizionali.
La gamma copre payload fino a 24 kg con sbracci fino a 1.800 mm, con modelli a 220 V e a 48 V, questi ultimi con controller integrato nella base e ottimizzati per l’installazione su AMR e AGV.
“Il robot mobile è dotato di una base autonoma, una colonna elevabile e due bracci collaborativi a sette assi, progettati per garantire elevata destrezza e flessibilità operativa”, spiega David Baldarelli, CEO di Joytek.
A differenza delle soluzioni in cui mobilità e manipolazione operano come sistemi separati, la piattaforma le gestisce in modo nativo attraverso un singolo controller: una scelta architetturale che elimina latenza e complessità di sincronizzazione e rende il sistema più semplice da integrare nelle infrastrutture esistenti.
ROS e ctrlX AUTOMATION coordinano mobilità e manipolazione
Il controllo dell’intero sistema passa per ctrlX AUTOMATION di Bosch Rexroth, piattaforma aperta basata su Linux che centralizza la gestione di tutti i componenti e integra protocolli di comunicazione eterogenei senza richiedere middleware proprietari aggiuntivi.
Per connettere i bracci all’ecosistema software di Roboverse Reply, Bosch Rexroth ha sviluppato un’applicazione gateway che abilita il controllo delle cinematiche tramite ROS (Robot Operating System) e l’implementazione degli algoritmi di manipolazione avanzata.
“Le nostre tecnologie ctrlX AUTOMATION garantiscono funzionalità avanzate di localizzazione e navigazione, assicurando una precisione elevata negli spostamenti dell’AMR”, sottolinea Paolo Lonati, Bosch Rexroth. Il risultato operativo attuale è già un ciclo completo: il robot si sposta lungo lo scaffale, identifica i componenti tramite visione e li preleva in sequenza per comporre il kit.
Il passo successivo – la whole body manipulation, ovvero la capacità di manipolare oggetti mentre il robot è ancora in movimento – è previsto entro pochi mesi, e rappresenta il salto qualitativo che distingue una piattaforma di ricerca da un sistema industriale maturo.
Sicurezza, Direttiva Macchine e il vantaggio competitivo sugli umanoidi bipedi
Laser scanner e limiti di velocità fisici gestiscono la sicurezza sul campo; sul fronte software, test di vulnerabilità e simulazioni di attacco completano l’architettura di resilienza del sistema. Questo approccio ha permesso di raggiungere già oggi la piena conformità alla Direttiva Macchine più recente, un vantaggio competitivo concreto rispetto agli umanoidi bipedi, che ancora si confrontano con vincoli normativi aperti.
La differenza non è solo certificativa: un sistema costruito su componenti intrinsecamente stabili e certificabili riduce il rischio di integrazione e abbrevia i tempi di validazione in produzione. Per i responsabili tecnici che valutano l’introduzione di robotica mobile avanzata nelle proprie linee, la conformità normativa è un parametro che pesa quanto le prestazioni cinematiche, e su questo fronte la piattaforma parte già avvantaggiata.

Vista frontale dell’AMR dual arm con cobot Kassow Robots a 7 assi in fase di navigazione autonoma nello stabilimento: il sistema integra mobilità, manipolazione e controllo in un’unica architettura.





































































