
UCISAP: il rallentamento degli investimenti in ambito automotive ha generato una brusca frenata per il settore della costruzione stampi.
Andrea Digirolamo, Presidente di UCISAP, fotografa l’attuale situazione di mercato dei costruttori di stampi italiani. Le sfide da affrontare e le opportunità per emergere.
di Andrea Pagani
L’industria italiana eccelle in molti campi, e quello della costruzione stampi è certamente tra questi. Eppure, anche questo settore sta attraversando un momento complesso. Non è una questione di competenze, ambito nel quale gli stampisti italiani hanno ampiamente dimostrato il proprio valore. È il mix di condizioni – economiche, di mercato, geopolitiche e organizzative – a metterli a dura prova.
Ma non mancano le buone notizie. A fare luce su questa complicata situazione è Andrea Digirolamo, Presidente di UCISAP-Unione Costruttori Italiani Stampi e Attrezzature di Precisione.

Andrea Digirolamo, Presidente di UCISAP-Unione Costruttori Italiani Stampi e Attrezzature di Precisione.
IL COMPARTO DELLA COSTRUZIONE STAMPI
Ing. Digirolamo, come sta evolvendo il settore della costruzione stampi?
In Italia, il settore degli stampi si caratterizza per la presenza di aziende di alto livello, riconosciute in ambito internazionale. Tuttavia, il progressivo spostamento delle attività di stampaggio verso altre aree geografiche ha indebolito il comparto.
Emblematico anche il caso del mondo automotive, che sta attraversando una fase di forte stagnazione, con la Germania in evidente difficoltà. Ricordiamoci, infatti, che gran parte dei componenti presenti in una automobile sono realizzati mediante stampaggio.
Dal punto di vista professionale, il ruolo dello stampista si sta trasformando: non è più soltanto un costruttore di stampi, ma grazie al proprio know-how contribuisce all’avviamento delle linee e si occupa della manutenzione. Non è un trend unicamente italiano, ma è riscontrabile anche in altri Paesi dalla vocazione stampistica come la già citata Germania, il Portogallo, la Polonia, la Francia o la Spagna.
I SETTORI APPLICATIVI
Abbiamo visto le difficoltà nelle quali si trova l’automotive. Quali sono invece i settori applicativi che stanno mostrando maggiore dinamismo?
Sicuramente il packaging, inteso nel senso più ampio del termine, si sta mantenendo a buoni livelli. Al suo interno ci sono segmenti che addirittura mostrano segnali di sviluppo, come il farmaceutico. C’è poi quello della difesa, che per evidenti ragioni sta vivendo un periodo di forte crescita.
Non dimentichiamo, però, che da solo l’automotive rappresenta una quota preponderante del giro di affari degli stampisti, e l’attuale crisi ha fatto calare la produzione a livelli allarmanti. Un calo che porta con sé meno lavoro e meno marginalità, con un impatto non trascurabile sulla nostra capacità di investire in tecnologia e strumenti innovativi.

Il comparto del packaging – secondo UCISAP – offre ancora interessanti opportunità di sviluppo per i costruttori di stampi.
IL RUOLO DELL’ASSOCIAZIONE
Qual è oggi il compito di un’associazione come UCISAP?
L’intento è quello di portare gli associati al confronto e alla condivisione. Con una media di 10 addetti per azienda, il nostro è un settore composto prevalentemente da microimprese. Quando ci confrontiamo con realtà estere molto grandi, talvolta non riusciamo a valorizzare le nostre competenze ed esperienze. Ad esempio, una missione collettiva all’estero composta da più aziende metterebbe in risalto sia le qualità dei singoli partecipanti, sia la forza di un gruppo organizzato e coeso.
In UCISAP stiamo inoltre promuovendo dei percorsi formativi utili per sviluppare competenze e conoscenze degli associati, affinché dispongano di ulteriori strumenti per comprendere meglio come si stanno evolvendo i mercati e affrontarli nel miglior modo possibile.
LE PMI: PUNTO DI FORZA?
Essere una PMI per molto tempo è stato sinonimo di flessibilità e capacità di adattamento. È ancora un punto di forza o, alla luce dei recenti cambiamenti a livello globale, ci si espone a nuovi rischi?
Raggiungere una certa massa critica è sicuramente un vantaggio, ma non è l’unico criterio da considerare. Il numero di dipendenti non è sinonimo di maggiore o minore competenza: spesso gli stampisti più piccoli esternalizzano alcune attività e mantengono al proprio interno il core business.
Detto questo, io sono profondamente convinto che la dimensione delle PMI sia penalizzante per noi perché non ci mette nelle condizioni di ottenere i risultati che altri invece raggiungono.

La disponibilità di strumenti digitali avanzati (dal CAD 3D alla simulazione di processo), secondo UCISAP, ha messo gli stampisti nelle condizioni di svolgere il proprio lavoro in modo più rapido ed efficiente.
LE TECNOLOGIE PER COSTRUIRE STAMPI
Quali sono le tecnologie che si stanno rivelando le più utili per la costruzione stampi?
Sicuramente la simulazione 3D sta cambiando il mercato, permettendoci di tagliare tempi e costi. Anche l’uso del laser, nelle sue innumerevoli applicazioni, ci ha messi nelle condizioni di svolgere al meglio il nostro lavoro.
C’è poi la questione IA: non dobbiamo considerarla solo un passatempo o un modo per creare foto e video. È vero che al momento compie diversi errori, alcuni al limite del paradossale, ma dobbiamo considerare che è “anagraficamente giovane” e nonostante questo svolge già compiti molto complessi. Permettiamole di fare degli errori, ma chiediamoci anche dove potrà arrivare nel giro di breve tempo. Forse saremo in grado di affidare a una IA l’attività di programmazione CAM che oggi occupa un intero ufficio, sfruttando le competenze umane per la supervisione e il fine tuning. Oppure ci consentirà di eseguire delle pianificazioni molto più evolute rispetto a oggi o, ancora, di valutare più facilmente contratti e NDA nel giro di minuti anziché giorni.
I TREND DEI SOCI UCISAP
Quali sono i trend più interessanti per i vostri soci?
Come ho accennato, reputo molto interessante quello dell’intelligenza artificiale. Va ovviamente compresa al meglio e utilizzata proprio come tutti gli altri strumenti, esattamente come avvenne nel passaggio dal 2D al 3D e poi con la simulazione. Dobbiamo però prepararci a modificare radicalmente la concezione che abbiamo del mercato: non deve essere necessariamente una visione pessimistica, ma di certo ci saranno dei cambiamenti.
Nel giro di pochi anni abbiamo vissuto pandemie, guerre e scenari geopolitici inimmaginabili. In questo contesto, a sopravvivere non è la specie più forte, come ha intuito ormai due secoli fa Charles Darwin, ma quella che si adatta meglio e più in fretta al cambiamento. Oggi è la frequenza con la quale avvengono questi cambiamenti a metterci in seria difficoltà: un tempo l’intervallo era misurato in almeno un decennio, mentre oggi sappiamo che ogni giorno può portare trasformazioni sostanziali.
LE SFIDE DEGLI STAMPISTI
Quali sono, invece, le nuove sfide che uno stampista deve affrontare per mantenere e consolidare la propria posizione sul mercato?
Le figure professionali attive nel settore degli stampisti rappresentano un’eccellenza: sono poliedriche e dispongono di conoscenze uniche. Tuttavia, l’approccio al lavoro è ancora basato sull’individuo e non sulla struttura di processo. Un semplice pensionamento rappresenta un pericolo concreto di perdere queste competenze. La tecnologia per minimizzare questo rischio esiste e, per quanto appaia paradossale, andrebbe implementata quando ancora non serve. È un passaggio indubbiamente complesso, e non è una buona idea compierlo quando il problema è già in atto. ©TECN’È

L’IA svolge già oggi compiti complessi e presto sarà in grado di assistere gli operatori in attività specializzate come programmazione CAM, analisi documentale e molto altro ancora, sostengono in UCISAP.


































































