
Giampiero Di Paolo, Amministratore Delegato di Thales Alenia Space in Italia.
Thales Alenia Space, joint venture tra Thales e Leonardo, è un leader dell’industria spaziale europea, con radici profonde in Italia e una visione oltre l’orbita terrestre.
di Andrea Pagani
Quarant’anni di storia, ottomila dipendenti in sette paesi, quindici siti europei e una posizione di primo piano nei grandi programmi spaziali istituzionali e commerciali: quello costruito da Thales Alenia Space è un sistema industriale che ha fatto dello spazio il proprio orizzonte.
Joint venture tra la francese Thales (67%) e l’italiana Leonardo (33%), l’azienda forma insieme a Telespazio la Space Alliance, una partnership capace, anche con il contributo diretto delle tecnologie di Leonardo, di coprire l’intera catena del valore spaziale, dai sistemi in orbita alla gestione dei servizi a terra.
PRESENZA CAPILLARE, STRATEGIA INTEGRATA
La diversificazione del portafoglio è uno dei punti di forza di Thales Alenia Space: telecomunicazioni, navigazione satellitare, osservazione della Terra, esplorazione scientifica e infrastrutture orbitali convivono in un’offerta che risponde tanto alle esigenze di operatori privati quanto a quelle di agenzie governative e istituzionali come ESA, ASI e NASA.
“Grazie a un insieme unico di competenze, expertise e culture, Thales Alenia Space rappresenta oggi uno degli attori industriali di riferimento in Europa per il settore”, spiega Giampiero Di Paolo, Amministratore Delegato del gruppo in Italia. “Dal nostro punto di vista, lo spazio permette oggi, e lo farà sempre di più in futuro, di migliorare e rendere più sostenibile la vita sulla Terra”.
Oggi Thales Alenia Space è impegnata in prima linea su tutti i principali domini spaziali. Nell’osservazione della Terra, l’azienda è protagonista del programma Copernicus, della costellazione COSMO-SkyMed, dei satelliti della costellazione IRIDE, quest’ultima sostenuta dal PNRR, e contribuisce alla realizzazione della prima costellazione per l’Osservazione della Terra proprietaria di Leonardo. Sul fronte della navigazione, sono in corso di sviluppo i primi sei satelliti di seconda generazione per il programma Galileo. In ambito telecomunicazioni, oltre agli assetti Sicral 2 e 3, l’azienda sta lavorando su architetture per la comunicazione quantistica e le telecomunicazioni sicure a livello europeo.

Il satellite COSMO-SkyMed di seconda generazione durante il test di termovuoto presso il Centro Integrazione Satelliti Thales Alenia Space di Roma.
SPACE SMART FACTORY: PRODUZIONE NELL’ERA DIGITALE
Una delle novità più significative lanciate negli ultimi mesi è senza dubbio l’inaugurazione della Space Smart Factory alle porte di Roma, risultato tangibile di un investimento di oltre 100 milioni di euro che include anche i fondi del PNRR gestiti dall’ASI, oltre agli investimenti significativi da parte di Thales e Leonardo. Si tratta di uno degli impianti produttivi di ultima generazione più avanzati d’Europa, progettato per rispondere alla crescente domanda di micro e piccoli satelliti e per supportare la realizzazione di grandi costellazioni.
L’impianto rappresenta un salto qualitativo netto rispetto ai modelli produttivi tradizionali. Qui robot e cobot agevolano il lavoro degli operatori, il Digital Twin accompagna ogni fase del processo (progettazione, assemblaggio e collaudo), la realtà virtuale e aumentata supporta formazione e verifica, mentre il Manufacturing Execution System e il Manufacturing Resource Planning garantiscono il controllo puntuale di ogni attività.
Grazie a camere pulite modulari e a un approccio flessibile, la fabbrica può essere riconfigurata in funzione delle attività richieste, passando agilmente tra programmi di osservazione della Terra, navigazione, telecomunicazioni e persino veicoli autonomi riutilizzabili.
I numeri parlano chiaro: la struttura è progettata per produrre più di cento satelliti all’anno, circa due alla settimana, con la possibilità di ampliare ulteriormente la capacità in linea con la domanda di mercato.
All’interno della struttura trova spazio anche lo Space JOINTLAB: un ambiente collaborativo e dinamico – sostenuto da ASI attraverso i fondi PNRR – pensato per ospitare attività di formazione, sviluppo di nuovi prodotti e progetti in partnership con PMI, startup, fornitori industriali e centri di ricerca. Un’apertura verso l’ecosistema che riflette la consapevolezza di come l’innovazione non nasca mai in isolamento.
“L’evoluzione dell’industria spaziale è un entusiasmante viaggio di innovazione e collaborazione, destinato a migliorare ulteriormente le nostre vite, superando confini ed esplorando nuove frontiere sul nostro Pianeta e oltre”, conferma Di Paolo. “La Space Smart Factory rappresenta la prova definitiva di questo impatto trasformativo della tecnologia spaziale”.

Massimo Claudio Comparini, Managing Director della divisione spazio e Chairman del supervisory board di Thales Alenia Space.
DALLA LUNA A MARTE: SFIDA TECNOLOGICA
Se la fabbrica rappresenta il presente, l’esplorazione spaziale traccia il futuro. Il contributo di Thales Alenia Space al programma Artemis è concreto e sostanziale: l’azienda fornisce i sottosistemi essenziali per tutti e sei i Moduli di Servizio Europei (ESM) dell’ESA che equipaggiano la capsula Orion, inclusi struttura, sistema di controllo termico e parte del supporto vitale. Radiatori e sistemi per la distribuzione di acqua, ossigeno e azoto vengono progettati e realizzati nello stabilimento di Torino.
Due programmi in particolare definiscono il ruolo dell’azienda nell’esplorazione lunare. Il Multipurpose Habitat (MPH) è un modulo abitativo progettato per ospitare astronauti sulla superficie della Luna anche per lunghi periodi, con sistemi avanzati di supporto vitale, protezione dalle radiazioni e gestione autonoma delle risorse. Il modulo logistico Argonaut è invece pensato per trasportare in modo autonomo materiali, campioni e attrezzature essenziali per le operazioni sulla superficie.
“Dall’orbita terrestre a quella lunare, fino alla superficie del nostro satellite, la sfida è ambiziosa”, riconosce Di Paolo. “È necessario sviluppare tecnologie e consolidare nuove competenze, attività nella quale i nostri team sono costantemente impegnati. E non dimentichiamo che la Luna è anche il trampolino per la prossima, ambiziosa meta: Marte”.
La sfida di costruire le infrastrutture per una presenza continua sul pianeta vede peraltro la necessità di una vasta gamma di tecnologie per l’esplorazione robotica quali bracci, manipolatori e trivelle sviluppate direttamente da Leonardo nello stabilimento di Nerviano, in provincia di Milano. Assiemi complessi che, con l’applicazione delle tecniche avanzate di visione sintetica e intelligenza artificiale, contribuiranno in modo decisivo alle capacità aumentate dei singoli astronauti sul pianeta.
Un ruolo particolarmente rilevate nel contesto delle nuove missioni lunari lo ha anche Telespazio partecipando, ad esempio, allo sviluppo di soluzioni per le comunicazioni spaziali planetarie. In particolare, Telespazio è coinvolta nel programma Moonlight dell’ESA, con l’obiettivo di creare una rete di telecomunicazioni e navigazione attorno alla Luna, contribuendo a costruire le infrastrutture di servizio necessarie per una presenza umana stabile sul nostro satellite.

Il programma Moonlight prevede la creazione di una rete di telecomunicazioni e navigazione attorno alla Luna.
IL VALORE DELLA SPACE ECONOMY PER IL SISTEMA-PAESE
Al di là delle missioni e dei programmi, esiste una dimensione economica e industriale della space economy che merita una riflessione a sé. Le tecnologie spaziali sono ormai parte integrante dell’infrastruttura invisibile sulla quale si reggono la comunicazione, la navigazione, le previsioni meteorologiche e il monitoraggio ambientale. In Italia, il comparto conta su filiere interconnesse che coprono l’intero ciclo, dall’upstream al downstream, con previsioni di crescita significative nel medio termine.
“Lo spazio rappresenta uno dei pilastri della crescita di Leonardo”, sottolinea Massimo Claudio Comparini, Managing Director della divisione spazio e Chairman del supervisory board di Thales Alenia Space. “Oggi, tecnologie spaziali e digitalizzazione rappresentano il motore dell’innovazione nel settore, accelerando la creazione di soluzioni avanzate per l’osservazione della Terra, la navigazione, l’esplorazione e la difesa, e contribuendo a consolidare il ruolo dell’Italia e dell’Europa nel panorama spaziale globale”.
Leonardo con le sue tecnologie all’avanguardia quali il supercalcolo, le soluzioni cloud e AI based anche nel dominio spaziale e i suoi forti investimenti, ad esempio per la costellazione proprietaria di osservazione della Terra, sta dando un grande impulso alla filiera italiana e all’intero settore spaziale del paese.
Il rapporto con la filiera nazionale non è semplicemente una questione di approvvigionamento: è una leva strategica per distribuire competenze, creare valore e alimentare un ecosistema di innovazione che coinvolge grandi aziende, PMI e startup. La Space Smart Factory è un esempio evidente di questa visione.
“L’era che stiamo vivendo è fortemente connotata dall’economia dello spazio: una catena del valore che parte da ricerca, sviluppo e realizzazione delle infrastrutture spaziali abilitanti e arriva fino alla produzione di prodotti e servizi innovativi”, spiega l’AD di Thales Alenia Space in Italia. “Nel nostro Paese, il comparto spaziale può contare su molteplici filiere interconnesse che coprono tutte le fasi, con una previsione di crescita significativa nei prossimi anni, a conferma del grande potenziale del settore. Non si tratta pertanto di una nicchia riservata agli addetti ai lavori, ma di una piattaforma abilitante per l’intera società”.

Il Centro Integrazione Satelliti Thales Alenia Space di Roma.
TALENTI E COMPETENZE AL CENTRO
Un progetto industriale di questa portata richiede risorse umane all’altezza. Thales Alenia Space collabora con le principali università italiane per attrarre nuovi talenti e portare idee fresche all’interno di un settore che, per propria natura, compete con il tech consumer nell’ingaggio dei profili STEM più qualificati. In quest’ottica, la diversità è considerata un valore strategico: l’azienda è impegnata a rafforzare la rappresentanza femminile e a creare un ambiente inclusivo, nella convinzione che la valorizzazione delle differenze si traduca in un vantaggio competitivo concreto.
La sfida, in fin dei conti, non è solo tecnologica. È culturale, organizzativa e umana. Ed è questa consapevolezza a rendere Thales Alenia Space non solo un costruttore di satelliti, ma un vero e proprio laboratorio per costruire un futuro migliore per tutti. ©TECN’È

Il modulo logistico Argonaut è pensato per trasportare in modo autonomo materiali, campioni e attrezzature essenziali per le operazioni sulla superficie.




































































