
Il convegno promosso dal Comitato Tecnico Scientifico del CSI, a Torino, prevedeva percorsi guidati per vedere robot, assistenti virtuali, giochi e chat basate su AI generativa.
L’AI come leva per servizi pubblici più accessibili. L’intelligenza artificiale sta entrando sempre più nelle strategie della Pubblica Amministrazione, non come moda tecnologica, ma come strumento concreto per migliorare il rapporto tra cittadini e istituzioni.
Questo è stato il focus del convegno “L’intelligenza digitale pubblica”, organizzato dal Comitato Tecnico Scientifico del CSI Piemonte presso la Casa delle Tecnologie Emergenti e trasmesso in streaming, con un’intera giornata dedicata ai nuovi modelli di AI nella PA.
Un confronto tra accademia, imprese e istituzioni
La sessione mattutina ha riunito accademici ed esperti che hanno affrontato i temi della governance responsabile, dei modelli open, dell’accesso democratico alla tecnologia e degli impatti etici e sociali. Sono stati presentati casi d’uso nel settore urbano, scientifico e industriale, evidenziando come l’AI stia diventando il motore di una nuova generazione di servizi pubblici digitali, scalabili e inclusivi.
L’obiettivo è creare un ecosistema in cui ricerca, PA e imprese collaborino per sviluppare tecnologie affidabili e facilmente fruibili anche da cittadini con competenze digitali limitate.
L’AI “da vivere”: dal totem intelligente ai servizi territoriali
Nel pomeriggio, la parte esperienziale “L’AI da vivere” ha aperto al pubblico dimostrazioni e laboratori interattivi che hanno trasformato il convegno in un percorso immersivo. Il CSI ha presentato il proprio assistente digitale basato su AI generativa, capace di dialogare in linguaggio naturale, gestendo funzioni informative sia come totem fisico sia in modalità online.
Grande interesse anche per GEO CHAT, l’applicazione che permette di interrogare i dati territoriali semplicemente con una domanda verbale o scritta, restituendo risultati su mappa o in 3D. Uno strumento pensato per rendere dati complessi immediati, trasparenti e accessibili.
Università e imprese: robotica, realtà virtuale e gaming educativo
Il Laboratorio “Luciano Gallino” dell’Università di Torino ha mostrato l’utilizzo della robotica per finalità educative e sociali, dalla disabilità alla lotta al bullismo. Il Politecnico di Torino, tramite il centro PIC4SER, ha offerto esperienze di realtà virtuale e robotica collaborativa in scenari reali.
Anche il settore privato ha avuto un ruolo centrale: Visidea ha illustrato soluzioni AI per migliorare la conversione negli e-commerce tramite ricerca semantica e raccomandazioni personalizzate; Tiny Bull Studios ha presentato progetti che uniscono AI, formazione e intrattenimento, tra musei immersivi e cybersicurezza ludica.
La startup Waterview ha mostrato tecnologie di visual intelligence per monitoraggio ambientale e infrastrutture, mentre una collaborazione tra Università di Torino e Centro Ricerche Fiat (Stellantis) ha simulato un sistema interattivo per Robo-Taxi turistici, mostrando la Torino del futuro.
Verso una PA intelligente, etica e sostenibile
“L’adozione dell’AI è in rapida ascesa e richiede un’azione congiunta tra istituzioni, centri di ricerca e mondo privato”, ha dichiarato Claudio Schifanella, presidente del Comitato Tecnico Scientifico del CSI.
Il confronto ha evidenziato come l’innovazione tecnologica debba essere accompagnata da investimenti pubblici, governance trasparente e formazione delle competenze interne, per tradurre il potenziale dell’AI in servizi realmente utili.
Come ha ricordato il professor Claudio Giovanni Demartini, consigliere di amministrazione del CSI Piemonte “l’intelligenza artificiale deve restare uno strumento al servizio della collettività, capace di avvicinare la Pubblica Amministrazione ai cittadini e rendere l’innovazione davvero inclusiva”.

Un momento di dimostrazioni ed esperienze che si sono tenute in occasione del convegno “L’intelligenza digitale pubblica”, promosso dal CSI.





































































