
©Alinka Echeverria, Femminilità apparente, 2020 Ada, veduta dell’allestimento. Nella foto di anteprima: ©Maxime Guyon, Aircraft, catena di montaggio Airbus, veduta frontale di una cabina di pilotaggio, 2019.
La Fondazione MAST propone per l'autunno 2020 due nuovi progetti espositivi. La mostra del concorso fotografico su industria e lavoro “MAST Photography Grant on Industry and Work”, dedicata ai talenti emergenti, che presenta le opere dei cinque finalisti della sesta edizione: Chloe Dewe Mathews, Alinka Echeverría, Maxime Guyon, Aapo Huhta e Pablo López Luz.
I giovani fotografi sono stati selezionati tra quarantadue candidati provenienti da tutto il mondo e hanno sviluppato un progetto originale e inedito per la Fondazione MAST. In occasione dell’apertura della mostra, il 7 ottobre, allestita nella PhotoGallery a cura di Urs Stahel, verrà annunciato il vincitore dell’edizione 2020.
“Inventions” a cura di Luce Lebart, con la collaborazione di Urs Stahel, allestita nella Gallery/Foyer, espone invece una selezione di fotografie d’archivio prodotte in Francia tra il 1915 e il 1938 che ricostruiscono la storia dell’innovazione in questo paese. Queste immagini, poco conosciute e caratterizzate da un estremo rigore, costituiscono le testimonianze visive di vent’anni di ricerche e invenzioni, prima ancorate alla guerra e alla difesa nazionale, poi alla vita civile e domestica.
“Ogni due anni, la Fondazione MAST, attraverso il MAST Photography Grant on Industry and Work” spiega il curatore della mostra, Urs Stahel, “offre a giovani fotografi l’opportunità di confrontarsi con le problematiche legate al mondo dell’industria e della tecnica, con i sistemi del lavoro e del capitale, con le invenzioni, gli sviluppi e l’universo della produzione. E spesso il loro sguardo innovativo e inedito ci costringe a scontrarci con incongruenze, fratture, fenomeni e forse perfino abissi che finora avevamo trascurato o cercato di non vedere”.
I progetti selezionati per questa sesta edizione sono diversi tra loro, ma legati dall’attualità dei temi affrontati e dalla molteplicità dei mezzi di rappresentazione scelti. Chloe Dewe Mathews mostra i danni ambientali delle coltivazioni intensive nei polytunnel, le strutture in plastica che ricoprono quattrocento chilometri quadrati di superficie terrestre per consentire di produrre ortaggi tutto l’anno.
Alinka Echeverria guarda alla quarta rivoluzione industriale ricostruendo le storie di tre donne del passato, pioniere nel campo dell’industria cinematografica e dell’informatica, mentre Maxime Guyon usa il mezzo fotografico al massimo delle sue potenzialità per restituirci gli aspetti tecnologici e le alte prestazioni degli aerei.
Aapo Huta esplora il mondo dell’Intelligenza Artificiale e mostra come “la macchina” legga in modo eticamente sospetto le immagini, sollevando dubbi sulle modalità di implementazione dei software, mentre Pablo López Luz fotografa le vetrine dei negozi di abbigliamento in America Latina, che resistono all’omologazione imposta dall’industria globale della moda e porta la riflessione sul paesaggio urbano quale luogo privilegiato per cogliere le trasformazioni sociali e culturali.
Nato nel 2007 per sostenere la ricerca sull’immagine dell’industria e del lavoro e dare voce ai talenti emergenti, il MAST Foundation for Photography Grant on Industry and Work, promosso da Fondazione MAST, consente ai giovani fotografi che vincono la borsa di studio di sviluppare un progetto su industria e lavoro e di realizzare una mostra accompagnata da un catalogo. Nel tempo, il concorso ha contribuito alla creazione di una raccolta fotografica di artisti contemporanei che ora fanno parte della storica e articolata collezione di fotografia industriale della Fondazione MAST, curata da Urs Stahel.
L’ingresso alla mostra “MAST Photography Grant on Industry and Work” è gratuito, su prenotazione. La mostra è aperta da martedì a domenica, dalle ore 10:00 alle 19:00. Informazioni su http://www.mastphotogrant.com. “Invention”, a cura di Luce Lebart, è anch’essa aperta dal 7 ottobre a gennaio 2021.

©Aapo Huhta, Molto improbabile, 2019.







































































