
Per la fabbrica del futuro, KUKA collabora con aziende specializzate, in particolare in sensoristica, sistemi di visione 3D e integrazione di sistemi.
Sistemi di visione sempre più precisi consentono di dare ai robot industriali capacità impensabili fino a pochi anni fa: in fatto di sicurezza, per rendere possibile la collaborazione uomo-macchina, ma anche per migliorare in modo esponenziale l’abilità delle macchine di riconoscere e afferrare oggetti. Se ne è parlato a un workshop organizzato da KUKA con il suo partner SICK.
di Riccardo Oldani
Nella fabbrica flessibile e intelligente la cooperazione tra operatori umani e robot è una frontiera sempre più ricercata, che permette di ottimizzare tempi e spazi. Perché questa cooperazione avvenga, però, non bastano soltanto i cosiddetti “cobot”, i robot collaborativi, ma serve tutta una serie di accorgimenti e di soluzioni, sia hardware che software, in grado di fare della cella robotizzata un luogo veramente sicuro per gli operatori. Tutti i maggiori produttori di robot stanno assiduamente lavorando in questa direzione, non soltanto aggiornando le loro macchine, ma anche attraverso collaborazioni e alleanze con aziende specializzate, in particolare, in sensoristica, sistemi di visione 3D e in integrazione di sistemi.

SICK è un partner storico di KUKA che sviluppa sensori, barriere ottiche e laser scanner per rendere sicuri gli ambienti industriali.
VISIONE PER LA SICUREZZA
Proprio di soluzioni di questo tipo si è parlato, lo scorso 16 giugno, all’Application Center che KUKA ha allestito nella sua sede di Rivoli, in provincia di Torino, per dimostrare vari tipi di applicazioni a clienti acquisiti e potenziali. All’incontro, parte di un ricco programma di workshop, hanno partecipato SICK (www.sick.it) , partner storico di KUKA (www.kuka-robotics.com), che sviluppa sensori, barriere ottiche e laser scanner per rendere sicuri gli ambienti industriali, ed Eutro Log (www.eutrolog.com), system integrator italiano, con sede a Cantù, in provincia di Como, che ha al suo attivo svariate soluzioni “collaborative”, realizzate per diversi ambiti produttivi servendosi proprio di robot KUKA e sistemi SICK di visione e di sicurezza.
Del resto, nell’Application Center di Rivoli, una delle cinque celle dimostrative allestite in modo permanente per i visitatori è stata equipaggiata con un sensore “safe laser scanner” di SICK, in grado di individuare la presenza di persone in una data area, predeterminata, e di ridurre quindi la propria velocità operativa per ridurre i rischi di impatto, fino a fermarsi completamente nel caso di ingresso di persone all'interno dell'area operativa del robot.
SETUP IN DUE ORE
Al workshop sono intervenuti Alberto Pellero, Direttore Marketing e strategie di KUKA, Giovanni Gatto e Costantino Ghigliotti, rispettivamente Amministratore Delegato e Sales Manager Factory Automation di SICK S.p.A., filiale italiana del gruppo tedesco e Ivan Parisi, Presidente di Eutro Log, i quali hanno illustrato come si realizza una cella robotica collaborativa. Un lavoro che non consiste semplicemente nell’installazione di macchine e di sensori, ma anche in un’attenta progettazione e programmazione, resa oggi più facile e immediata da molti strumenti. KUKA, per esempio, ha messo a punto una combinazione di elementi di sicurezza hardware e software, denominata KUKA Safe Robot, grazie alla quale è possibile determinare con la massima precisione i limiti di sicurezza entro i quali può operare ogni asse del robot, definendo sia gli spazi di lavoro della macchina oppure che quelli protetti, nei quali il braccio robotico non può entrare. O, ancora, spazi “ibridi”, dove il robot opera ma a velocità ridotta e con tempi di reazione praticamente immediati, anche meno di 4 ms, per bloccarsi immediatamente in caso di contatto con oggetti o persone. Grazie al software di cui è dotata la soluzione è quindi possibile definire barriere di sicurezza, spazi di lavoro, protetti o condivisi, con tempi di setup molto ridotti (appena 2 ore) e per vari tipi di applicazioni, dalla robotica industriale a quella chirurgica e anche per l'entertainment.
LASER SCANNER DI ULTIMA GENERAZIONE
Costantino Ghigliotti di SICK ha illustrato, in particolare, i sistemi sensoristici impiegati, nella cella demo Safe Operation dell’Application Center di KUKA, per definire lo spazio operativo dei robot e per individuare la presenza di persone,. Si tratta, in particolare, dello scanner di sicurezza SICK S3000, in grado di controllare anche due robot simultaneamente e di definire campi di preallarme in cui le macchine rallentano ma non si fermano completamente, in modo da non arrivare a fermi indesiderati. SICK ha, tra l’altro, appena messo in commercio una soluzione innovativa, il MicroScan3, laser scanner di ultima generazione particolarmente compatto e sensibile, con una risoluzione fino a 30 mm.
OCCHI SENSIBILI PER AFFERRARE
Non si è parlato, però, soltanto di sicurezza, ma di come i più moderni sistemi di visione contribuiscano ad aggiungere “intelligenza” ai robot, aiutandoli a lavorare meglio. In un’altra cella dimostrativa allestita all’Application Center si è potuto apprezzare una soluzione di bin picking, guidata dal sistema di visione PLB di Sick, in cui un braccio robotico KUKA afferrava oggetti contenuti alla rinfusa in cassoni. Il sistema è in grado di riconoscere le geometrie dei pezzi, individuare quelli in superficie più facili da afferrare e di prenderli e manipolarli indipendentemente dalla direzione in cui sono orientati. La robustezza della telecamera garantisce precisione anche in condizioni di luce e contrasto variabili, mentre l’alta definizione consente il riconoscimento di qualsiasi tipo di forma.

Eutro Log, system integrator italiano, ha al suo attivo svariate soluzioni “collaborative” realizzate per diversi ambiti produttivi servendosi di robot KUKA e sistemi SICK di visione e di sicurezza.







































































