La flessibilità produttiva è un modello di business innovativo: parola di Porta Solutions

Il Multicenter: strumento e tecnologia per concretizzare la lean manufacturing e implementare la Flessibilità Produttiva.

CEO e titolare di Porta Solutions, Maurizio Porta punta sulla cultura come strumento per diffondere un approccio flessibile alla produzione, formando una generazione di giovani tecnici preparati che si adattino alle nuove esigenze del mercato.

di Claudia Pirotta

La storia di Porta Solutions (https://www.porta-solutions.com) si può dividere in due momenti: durante il primo periodo, che dal 1958 (anno della sua fondazione) arriva fino agli anni 2000, l’azienda di Villa Carcina (BS) produce macchine transfer dedicate alle specifiche esigenze dei clienti. Lo chiameremo il “periodo dell’esperienza”, in cui l’impresa fa tesoro dell’esperienza in qualità di costruttore di transfer e accumula know-how e conoscenza dei processi di produzione.

Dal 2005 Porta Solutions entra nel “periodo della consapevolezza” e passa alla produzione di macchine Multicenter, business che oggi contribuisce alla maggior parte del fatturato aziendale.

Alla base di questa transizione vi è un’intuizione che affonda le sue radici nell’ascolto delle osservazioni dei clienti e nell’analisi della situazione dei mercati in un momento particolarmente critico di congiuntura mondiale.

Racconta Maurizio Porta, CEO dell’azienda: “Abbiamo riletto i fondamentali della Lean Manufacturing del metodo Toyota, che prevede di produrre non per il magazzino, ma per il venduto. Calando le basi della produzione snella nel settore delle lavorazioni meccaniche abbiamo sviluppato il nostro metodo di lavoro, la flessibilità produttiva”. Ed è proprio a supporto della flessibilità produttiva che nasce la tecnologia delle macchine flessibili, tra cui i Multicenter Porta Solutions.

Le macchine flessibili sono macchine standard, bilanciamento tecnologico tra flessibilità e produttività, che si posizionano tra una macchina speciale, il transfer, molto efficiente ma rigida (un po’ come una macchina di F1 concepita per girare solo in pista) e i tradizionali centri di lavoro, meno orientati alla produttività. Dopo un inizio non facile, dettato tra l’altro dall’immaturità di un mercato vincolato ai vecchi modelli che ancora preferivano il transfer tradizionale, dal 2008 le macchine flessibili si sono rivelate ideali per produrre in modo flessibile con cambi di produzione veloci, puntando sulla loro capacità di adattarsi alle esigenze del mercato in modo rapido ed economico.

Il tempo di cambio pezzo è inferiore ai 15 min, fattore importante nella gestione di lotti medio-piccoli.

UN NUOVO PARADIGMA PRODUTTIVO

Osserviamo il contesto per comprendere tale svolta: nella prima decade degli anni 2000 l’aggressività dei Paesi asiatici ha messo in crisi, tra gli altri, il settore della produzione dei particolari a disegno, che si è trovato a perdere competitività nel confrontarsi con i numeri della produzione di massa in arrivo dall’Oriente, e dalla Cina in particolare. Se sul terreno della produzione massiva l’Europa non può competere, la capacità di rispondere sui lotti medi (da 200 fino a 5.000 pezzi) è perfettamente alla portata delle aziende.

Per fare ciò servono nuovi strumenti, a cominciare da un nuovo modello produttivo snello, basato sulla sola produzione del venduto: la flessibilità produttiva, appunto. E un modello di macchina flessibile, il Multicenter, è progettata proprio in quest’ottica.

Non è un caso che Porta Solutions introduca la sua proposta commerciale ai potenziali clienti proponendo innanzitutto un modello di business: “Crediamo fermamente nella necessità di cambiare la cultura della produzione per incrementare la produttività delle aziende sradicando i vecchi modelli economici basati sul magazzino. Il metodo della flessibilità produttiva è la base, se poi questo viene applicato attraverso una macchina flessibile, progettata e costruita per rendere adattabile il metodo, il processo accelera in modo naturale”, sottolinea Porta.

E l’approccio sta dando ottimi risultati, tant’è che la richiesta di macchine flessibili è in crescita costante da quattro anni, trascinata dal passa parola di chi ha provato e ha toccato con mano i risultati: “Quando i clienti arrivano a comprendere il diverso modello di business che proponiamo, e non semplicemente l’acquisto di una macchina, ascoltano con maggiore attenzione e si rendono conto di disporre di molti più elementi su cui ponderare le proprie scelte, che non sono i meri dati tecnici di un bene strumentale”.

Un’unica macchina utensile, con la produttività dei transfer CNC e flessibile come i centri di lavoro.

USCIRE DALLA COMFORT ZONE

La sfida più ardua nell’attuare il metodo flessibilità produttiva è scardinare la mentalità consolidata per provare qualcosa di nuovo: “È difficile perché tutto passa attraverso la parola ‘cambiamento’ e da sempre noi esseri umani siamo restii al mutamento dello status quo. Chi vorrebbe uscire in modo spontaneo dalla propria comfort zone?”, osserva Maurizio Porta, che per stimolare la riflessione e diffondere il metodo ha scritto due libri nei quali espone, nero su bianco, le sue convinzioni in merito alla necessità di guardare il business da un nuovo punto di vista, dando spazio anche a concrete testimonianze di quanto asserisce.

In un mondo che corre veloce, l’idea di affidare le riflessioni ad un libro cartaceo è certamente geniale e appropriata: “Proprio perché solitamente le persone oppongono resistenza alle trasformazioni, è necessario trovare il tempo necessario per riflettere. E quale strumento migliore di un libro per approfondire temi di scottante attualità? La carta non si può nascondere, rimane nel tempo. Anche se si chiude in un cassetto, un libro prima o poi ritorna tra le mani e si fa leggere. Il cambiamento nasce anche da questi piccoli gesti”, sottolinea Maurizio Porta.

Maurizio Porta, CEO e titolare di Porta Solutions e Ideatore del Metodo “Flessibilità Produttiva”, nonchè scrittore dell’omonimo libro.

FORMAZIONE IN AMBIENTE PROTETTO

Se finora abbiamo riflettuto sulle enormi potenzialità del metodo flessibilità produttiva, per chiudere il cerchio è necessario affrontare un’altra riflessione: posto che la flessibilità produttiva e il Multicenter consentano di tagliare i costi di produzione e migliorare i margini di guadagno, come è possibile essere produttivi dal momento stesso in cui si riceve la macchina? Oggi, quando Porta Solutions consegna macchina e metodo, somministra anche l’addestramento; tuttavia, c’è sempre un primo periodo in cui gli operatori, pur formati, non sono ancora al 100% delle prestazioni ed è maggiore il rischio di commettere errori. C’è sempre un divario tra teoria e pratica e gli addetti finiscono per concentrarsi sul singolo task perdendo di vista la capacità di sviluppare completamente tutte le potenzialità della macchina. “Le macchine flessibili sono la ‘Formula Uno’ della flessibilità, perché si tratta di macchine utensili non convenzionali, ovvero che aiutano il cliente a produrre in modo snello, evitando scorte a magazzino e realizzando solo il venduto. In quest’ottica è fondamentale formare i piloti, cioè gli operatori. Dopo esserci confrontati con i clienti abbiamo deciso di dare vita ad un ambiente protetto in cui il personale tecnico è formato e istruito al mondo della flessibilità produttiva. Un ambiente in cui sarà addestrato in modo specifico anche e soprattutto ad imparare a utilizzare le macchine flessibili”.

Ecco quindi che a tale scopo, da questo gennaio, è iniziato un progetto di Porta Solutions destinato a sviluppare eventi formativi ed una scuola pratica, tutto dedicato alla “Flexible Production CNC Training Method”.

Si tratta di un’istituzione innovativa, che mira a veri e propri percorsi formativi, teorici e pratici, per eliminare il periodo transitorio iniziale di addestramento all’uso efficace delle macchine flessibili. Formando così tecnici in un ambiente ‘protetto’, ovvero senza le pressioni e le impellenze dei tempi della produzione.

Dopo due libri è in arrivo un progetto per sviluppare eventi formativi e una scuola pratica dedicati alla Produzione Flessibile.

Questo percorso darà modo agli operatori del settore di diventare finalmente certificati esperti nel metodo flessibilità produttiva e diventare figure con competenze chiave per aziende del settore.

Alla formazione gli operatori alternano ore di teoria in classe a ore di pratica davanti ad un modello di macchina flessibile, dove sono liberi di provare e sbagliare senza paura di rovinare un lotto e, soprattutto, senza sentirsi incalzati dall’azienda che chiede risultati immediati per rientrare dagli investimenti.

Il programma di formazione coinvolge operatori e tecnici del settore, aziende che hanno bisogno di formare i propri operatori a questo metodo di produzione professionale, tutti gli operatori coinvolti nel reparto di produzione, più gli istituti tecnici superiori i cui studenti potranno ambire ad avere competenze fondamentali in più, oggi ricercatissime dalle aziende di produzione.

Gli studenti possono beneficiare a turno di un mese di formazione, al termine del quale verrà loro rilasciato un attestato che li abilita alla conoscenza di questo metodo di produzione innovativo.

Dal 2005 Porta Solutions passa alla produzione di macchine Multicenter, business che oggi contribuisce alla maggior parte del fatturato aziendale.

Si tratta di un progetto ambizioso e rivoluzionario, che ha come obiettivo, nel lungo periodo, quello di facilitare il cambiamento di una mentalità consolidata (puntando sulle nuove generazioni) per essere pronti ad affrontare le sfide concrete del mercato grazie ai risultati tangibili della produzione flessibile.

Sottolinea Maurizio Porta: “I costruttori di macchine sono molti, ma è ciò che ruota intorno alla macchina stessa che fa la differenza. Se non si seminano conoscenza, competenze, capacità di visione non si possono pretendere risultati da un semplice bene strumentale, per quanto sia sofisticato e tecnologicamente all’avanguardia”.

Per dirla come Charles Darwin, “Non sopravvive il più forte, ma chi si adatta rapidamente e con intelligenza ai nuovi scenari”. ©TECN’È

“Anche se si chiude in un cassetto, un libro prima o poi ritorna tra le mani e si fa leggere. Il cambiamento nasce anche da questi piccoli gesti”, sottolinea Maurizio Porta.

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